24 marzo 1976: Golpe in Argentina. Per non dimenticare

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Argentina 24 marzo 1976: golpe militare. Nuovi documenti confermano l’appoggio USA

Sono passati 34 anni dal giorno in cui un golpe militare cambiò tragicamente la storia argentina. In quest’ennesimo anniversario è d’obbligo ricordare le innumerevoli vittime e denunciare i colpevoli, in memoria uno sterminio silenzioso e a purtroppo a lungo taciuto. Intanto emerge sempre più l’appoggio statunitense al governo militare.

desaparecidosIl 24 marzo 1976 una giunta militare composta dal generale Jorge Videla, comandante in capo dell’esercito, dall’ammiraglio Emilio Eduardo Massera, comandante della marina militare, e da Orlando Ramon Agosti, comandante dell’aeronautica, prese il potere con un golpe si stato. Oggi 24 marzo 2007, a distanza di 31 anni, siamo qui a parlare di 30 mila desaparecidos (il 30% di origine italiana), 2.300 omicidi politici ed oltre 10.000 arresti politici, 2 milioni gli esiliati. 500 sono invece i bambini che sono stati sottratti brutalmente alle proprie madri, prima sequestrate e poi sistematicamente uccise dopo il parto, per essere affidati alle famiglie dei militari.

In Argentina, diversamente da quello che avveniva nel vicino Cile di Pinochet, venne adottata una “strategia rivoluzionaria”. Niente arresti di massa o fucilazioni, sebbene fosse subito proclamata la legge marziale, ma sequestri illegali, torture e infine l’eliminazione fisica. Crimini raccapriccianti, un genocidio selettivo, che eliminò con una feroce repressione tutti i meccanismi di solidarietà creati all’interno delle organizzazioni dei lavoratori e dei movimenti sociali urbani, ma anche tanta gente comune, non necessariamente di sinistra: intellettuali, professionisti, operai.

golpe argentinaPerò Argentina e Cile condividono buona parte delle motivazioni che sfociarono con le rispettive dittature militari, sono infatti gli esempi classici di come negli anni settanta, tanto semplicemente quanto brutalmente, venne imposto il neoliberismo in molti paesi in via di sviluppo, ossia attraverso un colpo di stato militare, appoggiato dalle classi dominanti tradizionali, oltre che dal governo statunitense (ora a quanto pare invece primo esportatore mondiale di democrazia). Anche in Argentina infatti al golpe seguirono i prestiti del Fondo Monetario Internazionale e l’affidamento dell’economia ai “Chicago boys” (gruppo di economisti chiamati così in virtù della loro adesione alle teorie neoliberiste di M.Friedman che insegnava all’università di Chicago). Proprio con il golpe gli Usa, in stretta alleanza con i militari riuscirono, a trasformare anche l’Argentina in una cavia di capitalismo estremo, reprimendo qualsiasi movimento di opposizione, e iniziando un opera conclusasi poi con l’Argentina di Memen, rendendo definitivamente il paese schiavo del FMI, del fondamentalismo di libero mercato e dell’ortodossia neoliberista.

Come spesso accadeva quindi c’era l’ombra statunitense ad appoggiare i regimi autoritari e le storie di violenze contro i movimenti popolari, esclusivamente per meri interessi economici e di sfruttamento. Gli Usa infatti accettavano, in particolare in America Latina, l’utilizzo di dittature militari repressive, appoggiandole e stringendoci forti alleanze economiche, sorvolando sulla violazione di qualsiasi diritto di base.

desaparecidos argentinaGli ultimi tasselli per capire la connessione Usa – Argentina sono usciti fuori dagli archivi statunitensi e sono stati resi noti dai National Security Archives, un’organizzazione universitaria non governativa americana molto attiva nel campo della ricerca. Aggiungono qualche particolare a quanto già si sapeva rispetto all’atteggiamento di Washington e dei suoi rapporti con le dittature sudamericane.

Questo è uno dei dialoghi emersi tra il presidente statunitense Henry Kissinger e il ministro degli esteri argentino Cesar Augusto Guazzetti, risalenti al giugno 1976:

Guazzetti: “Il nostro principale problema è il terrorismo….assicurare la sicurezza interna del paese…l’Argentina ha bisogno da parte degli Stati Uniti di comprensione e supporto, anche per la crisi economica.”

Kissinger: “Abbiamo seguito le vicende argentine da vicino. Vediamo bene il nuovo governo e vogliamo che ce la faccia. Faremo il possibile perché ce la faccia”

Ma le cose da vicino, ricordano i ricercatori americani, le aveva seguite anche la stampa americana, il Congresso e la stessa ambasciata Usa in Argentina che si era lamentata proprio con Guzzetti anche per il sequestro e la tortura di cittadini americani. Le violazioni che avevano caratterizzato i primi tre mesi della dittatura erano dunque ben note.

Ma Kissinger si dimostrò comprensivo: “Sappiamo che siete in difficoltà….sono tempi curiosi quelli in cui attività politiche, criminali e terroristiche tendo ad emergere senza una chiara separazione. Capiamo che dovete stabilire un’autorità…. farò quel che posso”.

Dopo circa un mese poi, il 9 luglio, il principale consigliere di Kissinger, Harry Shlaudeman, gli forniva particolari sui sistemi applicati dagli argentini, che utilizzavano “…il metodo cileno…terrorizzare l’opposizione, anche a costo di uccidere preti e suore….”. Il 7 ottobre a New York, il fatto è noto da tempo, Kissinger aggiustò il tiro con Guzzetti: “…prima avrete finito meglio sarà”.

Chiara appare quindi la copertura statunitense alla criminale dittatura argentina, che in questa data è giusto ricordare e farne memoria storica.

Allo stesso modo in cui è fondamentale ricordare le migliaia di desaparecidos ed i loro assassini soprattutto in questi giorni in cui comincia ed essere fatta giustizia, anche con le condanne in Italia e con i numerosi processi finalmente in pieno svolgimento in Argentina.

Fondamentale è ricordare anche e soprattutto per non dimenticare.

chat desaparecidosPregevole a riguardo, ad esempio, un iniziativa di un artista argentino che ha lanciato una campagna in ricordo dei desaparecidos attraverso MSN di Messanger. Si chiama “NN red 2007” e consiste nell’utilizzare come “nick”, tra il 24 ed il 31 marzo, il nome di un desaparecido includendo anche una sua foto, in modo tale da generare nelle chat uno spazio per fare memoria e riflettere sulla storia.

Per approfondire l’appoggio statunitense alla dittatura argentina potete leggere qui direttamente dagli archivi del National Security Archives:

Documentos muestran apoyo de EEUU y la brutal represion de la dictatura;
Kissinger to argentines on dirty war: “The quicker you succeed the better”;
La luce verde Usa alla dittatura argentina;
Altri documenti dall’archivio.

Infine qualche link utili a capire la tragedia dei desaparecidos:

24 de marzo, del horror a la esperanza, sito governativo argentino;
Muro della memoria dei desaparecidos.

Un articolo che dimostra la rinascita economica argentina, che ha coinciso con la rottura delle relazioni con il Fondo Monetario Internazionale:
L’Argentina dalla schiena dritta.

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di Antonio Pagliula

Fonte: Alessio in Asia

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