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AgenziaX, una casa editrice libera

Che cos’è una casa editrice libera? Di per se usare questo termine senza una contestualizzazione, può significare tutto o nulla.

In questo caso, per quel che mi riguarda, uso il termine “libera” per diversi aspetti.

AgenziaX è una casa editrice libera innanzitutto perché produce contenuti liberi, in maniera libera e che producono, o almeno ci provano, libertà. E già questo non solo non è poco, ma lo si può dire, ormai, di ben poche realtà editoriali, nel nostro paese.

Ma, al contempo, AgenziaX produce testi “liberi”, nel senso di liberamente scaricabili dalla rete, avendo assunto come “licenza”, cioè come contratto coi propri autori, una licenza della famiglia delle Creative Commons.

Cosa significa questo? Significa che, come minimo, il libro è liberamente scaricabile per usi non commerciali. Cioè ti puoi scaricare il pdf – e così è: basta andare nel catalogo della casa editrice, cliccare sulla copertina del libro, entrare nella scheda di presentazione e cliccare su “scarica file CC”. A quel punto si apre il pdf del libro, che si può salavare in locale, sul pc, e leggere con comodo in seguito.

Quanti sono gli editori, anche “militanti”, che fanno questo su gran parte del catalogo? Pochi, pochissimi. E quindi, massimo rispetto per AgenziaX!




“Papeles inesperados”: ancora un inedito di Cortazar

Fonte: bessemer451

“Carte insperate”: questo il titolo con il quale a venticinque anni dalla morte di Julio Cortazar, vedranno la luce circa 500 pagine inedite dell’autore della Rayuela. I testi, rinvenuti dalla vedova dello scrittore in un cassettone nella vecchia residenza di Cortazar, sono stati immediatamente proposti al vaglio dell’esperto Cortazariano Carles Alvarez. In questa settimana, dopo una segreta e  attenta indagine filologica durata quasi tre anni, la casa editrice Alfaguara è pronta a lanciare sul mercato (argentino e spagnolo), quello che probabilmente sarà l’ultimo inedito postumo del Cronopio Mayor.
Il ritrovamento consta di undici racconti; un capitolo inedito del “Libro de Manuel”; undici nuovi episodi incentrati sul personaggio già protagonista di “Un tal Lucas”; quattro auto-interviste e tre poesie.
L’annuncio del ritrovamento e della prossima pubblicazione è stato dato giovedì scorso dalle colonne del quotidiano spagnolo “El Pais”, che ha inoltre pubblicato alcuni brani dell’opera.
Da “El Pais”:
Vialidad
Un pobre cronopio va en su automóvil y al llegar a una esquina le fallan los frenos y choca contra otro auto. Un vigilante se acerca terriblemente y saca una libreta con tapas azules.
-¿No sabe manejar, usted? -grita el vigilante.
El cronopio lo mira un momento, y luego pregunta:
-¿Usted quién es?
El vigilante se queda duro, echa una ojeada a su uniforme como para convencerse de que no hay error.
-¿Cómo que quién soy? ¿No ve quién soy?
-Yo veo un uniforme de vigilante -explica el cronopio muy afligido. -Usted está dentro del uniforme pero el uniforme no me dice quién es usted.
El vigilante levanta la mano para pegarle, pero en la mano tiene la libreta y en la otra mano el lápiz, de manera que no le pega y se va adelante a copiar el número de la chapa. El cronopio está muy afligido y quisiera no haber chocado, porque ahora le seguirán haciendo preguntas y él no podrá contestarlas ya que no sabe quién se las hace y entre desconocidos uno no puede entenderse. (1952)
Una profana versione del racconto:

Vialidad
Un povero cronopio procede nella sua auto e al sopraggiungere di una svolta gli vengono meno i freni e va ad urtare contro una altra automobile. Un vigilante si avvicina minacciosamente ed estrae un taccuino con le coperte azzurre.

-Non sa condurre, lei?-  grida il vigilante.
Il Cronopio lo osserva un momento, e poi domanda: -Lei chi è?-

Il vigilante si fa duro, getta un’occhiata alla propria uniforme come per convincersi che non ci sia errore.

-Come chi sono? Non vede chi sono?-

-Io vedo un’uniforme da vigilante- spiega il cronopio afflitto. -Lei sta dentro l’uniforme, però l’uniforme non mi dice chi è lei-

Il vigilante alza la mano per colpirlo, pero nella mano tiene il taccuino e nell’altra la matita, così che finisce non lo colpisce e se ne va avanti per copiare il numero di targa.
Il cronopio è molto afflitto e vorrebbe non aver mai tamponato, perché ora continueranno a fargli domande e lui non potrà rispondere considerato che non sa chi è a porgergliele e fra sconosciuti non ci si può capire.