40 anni di Apple

Il primo aprile di quest’anno si sono festeggiati i 40 anni di Apple. I festeggiamenti sono avvenuti in un momento storico difficile, per la storica azienda di Cupertino, come ci racconta la nostra Mirella Castigli nel suo articolo su ITespresso:

Il compleanno di Apple cade in un trimestre non facile per nessun vendor del mercato smartphone, mentre i nuovi iPhone SE e iPad Pro 9.7 potrebbero non bastare ad arginare il rallentamento delle vendite di Apple, mentre frena il mercato smartphone. Anche la battaglia per la crittografia si è risolta in una vittoria legale, tuttavia bypassata dallo sblocco via hacking deciso dall’FBI. Secondo DigiTimes, “il livello di ordinativi Apple previsti per gli iPhone 6s sarà probabilmente praticamente quasi dimezzato rispetto al già poco brillante primo trimestre 2016″.

Ma al di là di quel che succede nel 2016, quello che vorrei tornare a raccontare è la mutazione genetica di Apple, per usare il sottotitolo di un libro uscito ormai 6 anni fa, grazie alla collaborazione degli amici di Agenzia X di Milano, casa editrice di “movimento”, da sempre attenta alle contro-culture, alle alterità, alle storie controcorrente. Il libro in questione è “Mela marcia“, pamphlet scritto a 8 mani dal sottoscritto, dalla già citata Mirella, da Caterina Coppola, con la prefaziosa preziosa del mitico Ferry Byte, storico cyber-attivista della scena hacker italiana.

Libro rilasciato – ovviamente – sotto licenza Creative Commons, e liberamente scaricabile in vari formati:

Ma visto che sono egocentrico, ho pensato bene di estrapolare il mio articolo da quel libro – in cui raccontavo dal punto di vista storico la mutazione genetica di Apple, passata da essere pienamente interna al movimento hacker e del software libero americano di fine anni ’70 ad una delle aziende più chiuse del pianeta – e di metterlo a disposizione di chi avesse ancora voglia di dare un altro sguardo alla scintillante storia della mela.

Eccolo!

L’Hcc e la mutazione genetica di Apple




Mela marcia: quello che c’è sotto il business del gadget tecnologico

Mela marcia, la copertina
Mela marcia

Il 20 ottobre di quest’anno è finalmente uscito il primo libro a cui ho attivamente partecipato: Mela marcia. La mutazione genetica di Apple, per i tipi di Agenzia X di Milano.

A scriverlo siamo stati in 4: le due donne, principali motori e menti del progetto, Caterina e Mirella, entrambe giornalisti hi tech, tra le altre cose; il mitico Ferry Byte, cyber attivista della prima ora, fondatore di Strano Network, di Isole nella Rete e di tante altre belle cose. E, modestamente, io.

Il libro prende spunto dalla querelle sull’ultimo iPhone, quando uno dei blogger di punto di Gizmodo viene represso pesantemente per aver fatto lo scoop dell’anno: aver presentato per primo al mondo il mitico iPhone 4, che ancora non era uscito e di cui tanto si parlava.

Mela Marcia parte da questa vicenda per sviscerare cosa si nasconde dietro alla mutazione di Apple: la mania della segretezza, l’astuto ruolo del messia laico Steve Jobs, il potere del marketing aggressivo e il bluff dell’iPad. Il volume è completato dalla storia del giornalismo 2.0 nell’era di blogger coraggiosi e di “gossip merchant”

come si può leggere nella presentazione dell’editore al libro.

Una scusa, tutto sommato, per andare a spalare un po’ della munnezza che si sta accatastando nel dietro le quinte dello scintillante mondo dei desideratissimi gadgets hi tech. Un mondo fatto di schiavi cinesi, che si suicidano a frotte perché non ne possono più di lavorare 12 – 15 ore al giorno per ben 40 centesimi di euro l’ora, 7 giorni la settimana; un mondo fatto di guardie private che possono tutto all’interno dell’azienda, e che i dipendenti chiamano simpaticamente gestapo; di un mondo che è tanto, troppo simile a tutto il resto del mondo, fatto di cattivi e brutti personaggi per cui business is business, ma che fino all’altro ieri ci dicevano think different, ci davano la mela morsicata e nella loro sede avevano in bella mostra la jolly roger, la bandiera dei pirati. Gente che è diventata quello che è, tra i più importanti guru dell’universo informatico, geni del marketing e della tecnologia, grazie anche e soprattutto agli hacker e alla loro comunità e alla loro voglia di condivisione.

Gente che ora censura, vieta, reprime. Gente che tutto ad un tratto è diventata come tutti gli altri. E forse peggio.

In questo libello usiamo la Apple e i suoi leader e i suoi guru e la sua storia (e i suoi fan, malgrado loro… ;), per cercare di capire la tendenza di questo nuovo modello di business – quello delle Apps, dei device portatili – questa nuova internet a più velocità e a pagamento, per cercare di capire dove stiamo andando.

Non pare, a nostro modestissimo avviso, che sia un posto poi così confortevole …

Il libro è, ovviamente, rilasciato sotto licenza Creative Commons e lo si può liberamente scaricare in formato pdf dal sito dell’editore, e in formato epub e mobi (l’epub taroccato di amazon) dal sito di simplicissimus.

Abbiamo aperto anche un blog in cui si può liberamente discutere degli argomenti del libro e degli aggiornamenti che via via aggiungiamo online, quando possiamo:

http://nessungrandenemico.org

Buona lettura e buona partecipazione! 🙂

PS

Domenica prossima, 12 dicembre, saremo a presentare il libro alla libreria Flexi di Roma, in Via Clementina 9




Remember, remember the 8th of November…




C’era una volta Strano Network

Festeggia ventanni lo spazio che ha dato vita al gruppo di lavoro sulla comunicazione Strano Network.

Strano-network Lo spazio sociale Next-Emerson di Firenze festeggia ventanni (anche) con un dibattito su Come sono cambiati il linguaggio, le forme e gli strumenti della comunicazione e sono stati proprio le tante iniziative svolte nei primi anni ’90 sulla comunicazione digitale ad aver contribuito alla nascita del gruppo di lavoro sulla comunicazione Strano Network.

Strano Network era Tommaso Tozzi, Tassio, Ferry Byte, Francesca, Carla, Luca, Federico Bucalossi, Claudio e tant* altr* ma soprattuto è stato un collettivo di artisti della comunicazione che ha organizzato uno dei primi convegni sugli aspetti politici dei nuovi media (a Prato e a quei tempi Internet stava nascendo in Italia e ci si baloccava ancora con le BBS), ha contribuito a dare vita al primo hackmeeting , realizzato il primo MP3 Contest in Italia quando ancora MP3 era una sigla sconosciuta ai più, inventato il Netstrike, riuscendo a mettere in piedi una serie di iniziative intorno a delle tematiche e problmatiche almeno dieci anni prima che diventassero quanto meno oggetto di costumi sociali capillarmente diffusi.

Fonte: Scacco al Web




Hackmeeting – 19-20-21 giugno 2009 — Milano

Manifesto Hackmeeting 09
Manifesto Hackmeeting 09

Warm up — dal 9 al 18 giugno 2009 — Milano, poli universitari

Smanettoni, nerd, tecnofili, cyber activist, inventori, geek, creatori, manipolatori e soprattutto hacker! Tenetevi pronti!

Quest’anno Hackmeeting, l’incontro annuale degli hacker italiani si  tiene a Milano. E per l’occasione, si apre, si allarga, cambia  dimensione, si spinge, come ci si aspetta dai pirati, ad estendere i  propri confini oltre agli orizzonti previsti.

Giunto alla dodicesima edizione (ogni anno in una città diversa, da  Palermo a Torino), Hackmeeting si sdoppia e si moltiplica in un Warm up  e in un meeting vero e proprio, per affascinare anche chi, fino a quel  momento, credeva di essere lontano mille miglia, eppure ha scaricato  qualche canzone, dato un’occhiata all’ultimo film, cercato di collegarsi  alla rete wireless del vicino, ma anche ripristinato da solo il sistema  operativo che continuava a collassare.

Durante il Warm up (9-18 giugno) entra nelle università per far  innamorare ricercatori, filosofi e poeti, perché la cultura hacker non  ha saputo limitarsi alla scheda, al chip, al cavo coassiale, ma si è  spinta a pretendere di superare i limiti, quelli imposti dal mercato,  dal controllo, dalla sicurezza, dal tentativo di rendere tutto uniforme,  dalle costrizioni che uccidono l’evoluzione del pensiero.

Torna poi nel meeting vero e proprio (19-21 giugno) alla Fornace  occupata di Rho, per coltivare le proprie radici, le uniche che possano  generare nuovi tentacoli.

In pratica

* Warm up: in tutti i poli universitari milanesi (Brera, Fisica, Bovisa,  Bicocca, Scienze politiche, più un evento in Cascina Torchiera), dal 9  al 18 giugno, conferenze aperte a tutti, organizzate con docenti,  esperti, attivisti sui temi cari all’etica e alla cultura hacker: storia  dell’hacking e della net art, open source, paura, sicurezza e controllo,  open design e animazione, peer to peer economy. ecohacking, performance  artistiche.

* Hackmeeting vero e proprio, presso l’Sos Fornace di Rho, via San  Martino 20 (sosfornace.org) dal 19 al 21 giugno: tre giorni di workshop,  lan space, sharing di idee, file e hardware, seminari, incontri,  laboratori, su software libero, codice, libertà della rete, peer to peer.

Per il programma dettagliato vedi sotto, oppure: http://hackmeeting.org

WARM UP-dal 9 al 18 giugno 2009

Hack tales
9 giugno- Accademia di belle arti di Brera-aula Napoleonica (aula magna)
Via Brera, 28-Milano-dalle 14 alle 17 Storia dell’hacking e del networking (con collegamenti all’hacktivism e  artivism) come pratica artistica e hacker, con Antonio Caronia, Tatiana  Bazzichelli, Putro.

Open source, free software: una introduzione (it is not like free beer  but like free speech)
11 giugno-Politecnico di Milano-piazza Leonardo-Milano dalle 17

Paura anche no
12 giugno- facoltà di sociologia, Polo universitario Bicocca-edificio  U7, in via Bicocca degli Arcimboldi 8-Milano-dalle 16 alle 19.30
Il babau, il gioco della paura e i meccanismi di sicurezza, con  Massimiliano Guareschi-agenzia X, Marcello Maneri, docente di  sociologia, che parlerà di percezione della sicurezza, politiche della  paura, Marco Capovilla, che mostrerà le carte in gioco: linguaggio dei  media fotografico e non solo, presentazione della campagna paura anche.no.
Al termine aperitivo da paura.

Open design
15-16-17 giugno-Politecnico di Milano-facoltà del design, Polo  universitario Bovisa- – Via Durando 38/A-Milano-dalle 10 in poi, per  tutto il giorno
15-16 giugno-Open Hardware- workshop, riflessioni, testi, esperimenti  tra l’orizzonte dell’opensource e la pratica del design con Massimo  Banzi e la piattaforma Arduino (http://www.arduino.cc/it/).
17 giugno-Open modelling, 3d & Blender, modellazione, rendering,  animazione con la community di kino3D, Gianluca Faletti, Mario  Ambrogetti, Davide Vercelli

Ecohacking
17 giugno-Cascina Torchiera senz’acqua-piazzale cimitero maggiore  18-Milano-dalle 17 fino a tarda notte Pratiche wired di ecologia: come costruire un pannello solare, riciclo e  riuso, ciclofficine riunite, la pratica degli orti urbani con le diverse  realtà milanesi, la paura della notte e la natura in città.

Dopo la crisi, Open Economy?
18 giugno-facoltà si Scienze Politiche, via Conservatorio 7-Milano-dalle  14 alle 19 Open non vuol più dire solo Open Source Software (anche se rimane una  dimensione importante), ma anche Open Hardware, Open Agriculture, Open  Ecology, Open design e perche no, Open Money. Un incontro presentato da  Adam Ardvisson, docente di sociologia della globalizzazione, con la  partecipazione di Magnus Erikson, Pirat Bureau, Davide Biolghini dei  DES-distretti di economia solidale, Stefano Zacchiroli del sistema  operativo Debian (_http://www.debian.org/_).
Al termne, aperitivo open bio

Hackmeeting-presso Sos Fornace di Rho, via San Martino 20-Rho (Milano)

Tre giorni senza sosta di lan space, file sharing, dibattiti e workshop,  non facilmente riassumibili, perché in costante evoluzione. Quest’anno, oltre ai tradizionali incontri su linux, e altri programmi  base, verranno dedicati workshop all”nterazione uomo macchina, sesso,  genere e web, sorveglianza e autodifesa, informazione, paura, sicurezza,  controllo, trasformazione e nuove frontiere del lavoro IT, Open business  ed economie etiche, strumenti di archiviazione, streaming,  interpretazioni e modifiche dei kernel. Uno spazio verrà interamente  dedicato a Open movies: video scelti tra i titoli che riguardano i temi  più vicini alla cultura hacker, alcuni seminari saranno rivolti ai teen  ager , e ci sarà ovviamente anche un angolo per i piccolissimi, per  permettere a mamme e papà di non doversi sentire solo giovani.

I seminari si alterneranno con teatrini elettrici, hack challenge,  giochi, proiezioni di immagini e tutto quello che contribuisce alla net art.