Caro Roy Paci, sull’Amiata non siamo haters, ma lovers

Caro Roy Paci, ieri sulla tua bacheca è nata una discussione brutta, pesante, piena di insulti e male parole.
Sono volati epiteti tipo “hater”, “fascista”, “radical chic” e via insultando.
I motivi del litigio, a questo punto, passano in secondo piano, ed ed è la cosa peggiore che possa succedere, perché significa che abbiamo perso di vista la luna e ci siamo concentrati sul dito.

Sono qui non per rinfocolare il litigio, al contrario, ma per raccontarti, educatamente, chi sono quelle e quelli che hai definito “hater” e “fascisti”.

Siamo cittadini, in alcuni casi compagne e compagni, del Monte Amiata, versante grossetano.
Qui sull’Amiata c’è la geotermia, una fonte energetica definita “green” – e per questo incentivata con una pioggia di soldi – ma che in realtà è complice di un eccesso di mortalità per tumore del 13% medio. A Taranto è dell’11 (per maggiori info: https://sosgeotermia.noblogs.org).
Il principale attore di questo scempio è ENEL, ma dal 2010 sono subentrati altri protagonisti “minori”, il più importante dei quali è Sorgenia, che fino a poco tempo fa era proprietaria di quella “Tirreno Power” che ha 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo per la centrale di Vado Ligure (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/12/tirreno-power-26-a-giudizio-per-disastro-ambientale-e-sanitario-colposo/4288646/).

Queste aziende, appena iniziano ad essere contestate ed attaccate dai cittadini per i danni che provocano alla salute e all’ambiente, attivano un giochino ormai collaudatissimo di “greenwashing”, come racconta bene un articolo del Fatto Quotidiano di qualche anno fa:

“Eni, Enel, Shell, Total e le sponsorizzazioni a squadre, feste e sagre di paese: ecco come i colossi si assicurano il consenso”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/03/eni-enel-shell-total-e-le-sponsorizzazioni-a-squadre-feste-e-sagre-di-paese-ecco-come-i-colossi-si-assicurano-il-consenso/2406934/

Dal 2011 noi cittadini, compagne e compagni dell’Amiata combattiamo tutto questo.
È una battaglia impari, perché da una parte ci sono i colossi industriali di cui sopra e i loro complici, in primis il Pd toscano e i suoi alleati, con un potere economico, mediatico e di controllo del territorio portentoso; dall’altra noi, abitanti di un territorio povero, di piccoli borghi medievali, faticosamente dediti ad un’economia della qualità, della solidarietà, dal basso.

Alcuni di quelli che hai insultato ieri, per esempio, vivono a Monticello Amiata, borgo di 500 abitanti, piccolo ma vivace.
Facciamo parte della locale Pro Loco (https://www.monticelloamiata.it), che tra le altre cose, lo scorso 7 e 8 luglio ha organizzato con il Comitato Agorà CittadinanzAttiva (https://www.facebook.com/agoracittadinanzattiva2/; https://agorattiva.noblogs.org/) la 4a edizione di “Giù le mani dalla nostra terra” (https://agorattiva.noblogs.org/2018/06/20/7-8-luglio-tutti-a-monticello-amiata-ritorna-giu-le-mani-dalla-nostra-terra/; https://www.facebook.com/giulemanidallanostraterra/), festa dei Comitati contro la Geotermia Speculativa ed Inquinante, a cui hanno partecipato centinaia di persone, in cui si è parlato di quello che succede, ci sono stati spettacoli teatrali, reading e presentazioni di libri, in cui hanno suonato gli amici e compagni delle Radici nel Cemento, mentre l’anno scorso suonarono i Quertiere Coffee di Filippo Rootman Fratangeli, anche lui amico, fratello e compagno.

Nel nostro piccolo, facciamo anche tante altre cose:

l’anno scorso è nata la locale sezione dell’ANPI, dedicata al “nostro” partigiano, Aroldo Colombini detto “pistola” (https://www.facebook.com/anpiarolodocolombinimonticelloamiata/), morto giusto un anno fa, con cui cerchiamo, faticosamente, di contrastare la deriva fascista e razzista del nostro paese.

Razzismo che, sempre nel nostro piccolo, cerchiamo di contrastare con un’altra bella iniziativa, che facciamo ormai da tanti anni in collaborazione con la Casa Museo di Monticello (https://casamuseo.info/; https://www.facebook.com/CasaMuseo.MonticelloAmiata/), che si chiama MonDOcello, in cui le comunità che vivono il paese, italiane e non, si incontrano una sera appena finito il ramadam, per condividere cibo, parole, musica, amicizia. L’edizione di quest’anno è di settimana scorsa:

https://casamuseo.info/mondocello/ e https://www.facebook.com/events/2079111272330200/

Libreria Nomade, con cui ti sei scambiato gli insulti più brutti, ogni 4a domenica del mese è a Monticello per partecipare al “Mercato Contadino e delle Autoproduzioni” (https://genuinoamiatino.noblogs.org/post/2018/04/11/mercato-contadino-e-delle-autoproduzioni/), una bellissima iniziativa nata da Genuino Amiatino (https://www.facebook.com/genuinoamiatino/; https://genuinoamiatino.noblogs.org/), che fa parte del circuito di Genuino Clandestino (http://genuinoclandestino.it/), a cui partecipano non solo gli attivisti di questo circuito, ma anche paesani, donne e uomini di Monticello, a prescindere dalla razza, religione, sesso, età.

Ecco, questi sono i “fascisti”, gli “hater”, come ci hai appellato.
Qui da noi nessuno è “hater”, nonostante i tanti motivi che avremmo per esserlo . Anzi, siamo tutti “lover”, perché amiamo smodatamente il nostro territorio, le sue bellezze, la sua vocazione al piccolo, al lento, alla qualità, al biologico, alla solidarietà, all’alterità.

Per questo sono qui a scriverti, con rispetto e affetto, visto che ti conosco e ti seguo da anni, visto che ho partecipato a tantissimi tuoi concerti, visto che ho tutti i tuoi dischi, sia quelli con gli Aretuska che quelli di Corleone:

per invitarti sull’Amiata, a parlare con noi, a conoscere quello che succede, a visitare lo scempio fatto dall’ENEL e a vedere le meraviglie che i potentati politico-economici vogliono distruggere in nome del Dio Profitto; per accompagnarti, con un bicchiere di Montecucco, il nostro DOC, una salsiccia e un costoleccio di Francesco, il figliolo di Aroldo “Pistola” che fa l’allevatore di maiali, con una bella insalata della Cooperativa di profughi che partecipa al Mercato Contadino, tra di noi, i “lovers” dell’Amiata.




Il Re è nudo, ma guai a dirlo! Enrico Rossi e la geotermia sull’Amiata

L'installazione di Arcidosso
L’installazione di Arcidosso

25 luglio 2016: la Regione Toscana, Enel e i sindaci dei comuni geotermici amiatini inaugurano di nascosto la centrale geotermica “Bagnare 4”.

I comitati riescono a venire a sapere tutto (sull’Amiata non ci nascondete nulla) e organizzano varie forme di protesta: da una parte la manifestazione di Meetup Arcidosso Cinque Stelle a cui ha aderito SOS Geotermia; dall’altra parte i comitati Fumarole, No Geotermia Seggiano, terrAmiata e Agorà CittadinanzAttiva hanno organizzato una manifestazione fatta di striscioni, poesie, cartelli ed altre installazioni artistiche lungo il percorso che va dal bivio di Monticello al bivio dei Capenti, passando per Arcidosso. Tra queste, un’installazione di un artista locale, posizionata in un campo privato di fronte alla centrale di Bagnare 4.

Bene: tutto ciò che avevamo messo da Arcidosso in poi è stato rimosso ed è sparito, compresa l’installazione nel capo privato, configurando così i reati penali di violazione di proprietà e furto.

Alle nostre richieste di spiegazioni le autorità, nella figura del vice questore, ci è stato risposto che era stato dato l’ordine di rimuovere tutti gli striscioni “offensivi”.

Potete vedere le foto e decidere da soli cosa c’era di offensivo in ciò che è stato rimosso.

Evidentemente ormai è considerato offensivo il solo protestare: dire che il Re – e i suoi servi sciocchi – è nudo non si può. E le forze dell’Ordine ubbidiscono all’istante.

Cosa altrettanto grave è che, pur di non far vedere al Re il dissenso, si violini leggi, si compiano furti.

A nostro avviso l’episodio è gravissimo, e non mancheremo di far ricorso alle autorità competenti, ad iniziare dal Tribunale di Grosseto.

Non possiamo che prendere atto di quale sia stata la risposta degli amministratori locali alla nostra richiesta di scegliere quale parte sostenere, se la multinazionale o i cittadini.




Il manifesto, slow food e la geotermia

la chiocciola logo di slow foodLeggo il manifesto, quotidiano comunista, dal 1988.

Oggi la crisi – cioè la mancanza di soldi – mi ha obbligato a ridurre al minino le spese extra, e il manifesto ne ha pagato le conseguenze come tutto il resto; se poi, non meno importante anzi, ci mettiamo che il giornale non ha avuto quella gran capacità di mettersi “al passo coi tempi”, sia per quel che riguarda il rapporto con i lettori/attivisti, sia per quello che riguarda il nuovo mondo della comunicazione (e si che ne avrebbe anche avuto la passibiiltià, ma si è ben guardato di tentarla, quando poteva); tutto ciò mi ha portato a fare de il manifesto il “giornale del sabato”.

È solo di sabato, infatti, che compro il giornale; il sabato perché è il giorno di Alias, l’inserto settimanale de il manifesto dedicato a cinema, musica ed arte in genere. Un inserto che mi piace molto, soprattutto nella sua parte musicale.

Sabato 3 ottobre compro, come tutte le settimane il giornale e mi metto a leggerlo: sfoglio le prime pagine velocemente (non me ne frega un granché di cinema, tanto meno di festival su quello muto. Sono ignorante, lo so…), e mi imbatto nella prima sorpresa:

l’inserto sull’agricoltura altra, bio, antagonista e via movimentando, curato da nientepopodimenoche Slow Food. Si, quella slow food che nel 2013 firma un’intesa con il Co.Svi.G (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, come si può leggere su greenreport.it

un’intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Co.Svi.G (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche)

come ci racconta Sos Geotermia quell’anno, tanto da spingersi a scrivere una “Lettera aperta a Carlo Petrini e Slow Food” cui non seguì mai alcuna risposta.

Oggi, 3 ottobre 2015 compro il manifesto, apro Alias, e mi trovo l’inserto curato da Slow Food. Ma le sorprese non sono finite, perché nel bel mezzo dell’inserto curato da Slow Food, cosa non ti vado a trovare, con la potenza che solo le immagini sanno dare?? Che cosa?!? Tel chi:

La pubblicità di ENEL sul manifesto riguardo la geotermia

Giustamente non ci poteva mancare il logo di Expo, che quando le cose si fanno, si fanno per bene o non si fanno per nulla! E che diamine!!

Ora, il primo pensiero – quello del “Franco e il bicchiere mezzo pieno” – è “si vabbè, ma perché mai dovrebbero conoscere la questione della Geotermia sul Monte Amiata?” Forse perché sono giornalisti? Perché scrivono su un quotidiano comunista? Perché sono “il quotidiano dei movimenti”, di quelli che “vogliono cambiare lo stato di cose presenti”?

E già, quelli del il manifesto sono giornalisti di sinistra, impegnati, vicini ai movimenti, molti di loro arrivano dai movimenti: chi dal ’77, chi dalla “pantera”, qualcuno forse addirittura da “Genova 2001”.

Ma della geotermia non sanno un cazzo – gli risponde il “Franco che se ne vadano affanculo –  pensano che sia una cosa bella, sana, un’alternativa rinnovabile e rispettosa dell’ambiente.

Mi piacerebbe portargli qualche parente dei 198 morti in eccesso che ci sono stati in dieci anni nei comuni geotermici del Monte Amiata a farci fare du’ chiacchiere, così da informarsi, ai signori giornalisti comunisti di sinistra de il manifesto. Magari poi, invece di farsi fare le pubblicità dai complici di quel che accade sull’Amiata, come ci racconta l’ARS Toscana, già nel 2011: http://sosgeotermia.noblogs.org/2015/06/03/medicina-democratica-analizza-lo-studio-epidemiologico-dellars-piu-ospedalizzazioni-e-198-morti-in-piu-in-10-anni/, ci pensano due volte.

Ecco, a voi un sabato pomeriggio a rosicare, schifato dalla tanta leggerezza e pochezza di cui, oggi – e ormai da tanto, troppo tempo – quella che dovrebbe essere la “sinistra radicale” di/mostra.




Quando il disastro ambientale non ha colpevoli ma complici

Mappa che descrive, graficamente, il rapporto tra Legambiente e SorgeniaLeggo stamani un articolo su il manifesto in cui si commenta la sentenza di ieri sul disastro ambientale causato dalla discarica di rifiuti tossici della Montedison a Bussi, in Abruzzo, in cui tutti i (presunti) colpevoli di questa incredibile vicenda sono stati assolti.

Il commento, giustamente indignato, sottolinea come nel nostro paese, nel 2014 quasi 2015 non ci sia ancora una legislazione degna di questo nome sui reati ambientali, permettendo – tra l’altro – ai responsabili di essere pure ignoranti. Cito:

non c’è il reato di disa­stro ambien­tale, che com­porti la per­ma­nenza del reato fin­ché per­si­stono gli effetti disa­strosi sulla salute umana e sulla com­pro­mis­sione distrut­tiva dell’ambiente. Per cui la pre­scri­zione scatta, ine­vi­ta­bile. Oggi con una variante in più, pro­po­sta sem­bra dall’avv. Seve­rino, già mini­stro della giu­sti­zia, che sostiene che, al con­tra­rio di quanto ci hanno sem­pre ripe­tuto che la legge non ammette igno­ranza, per l’ambiente que­sta igno­ranza sarebbe ammessa e quindi gli impu­tati non sape­vano quel che face­vano!

E – continua saggiamente il commento – questa condizione fa si che il territorio continui ad essere trattato come risorsa infinita da sfruttare, e non come risorsa preziosa e finita senza la quale la vita non è possibile. Una dinamica squisitamente economica, dice il notista – io mi permetto di coniugare diversamente il concetto: dinamica squisitamente capitalistica – e cito:

Que­sta logica va sman­tel­lata alla radice, quando in gioco ci sono inte­ressi col­let­tivi e il futuro di intere comu­nità. Ser­vono nuove poli­ti­che di pre­ven­zione e di gestione vir­tuosa dei beni comuni, certo, ma serve anche il bastone della legge penale con­tro chi si ostina a fare impresa a danno della comu­nità

Dice il nostro che, però, una strada per fare qualcosa ci sarebbe, ed è “il dise­gno di legge 1345, appro­vato lo scorso 26 feb­braio a lar­ghis­sima mag­gio­ranza alla Camera e subito spa­rito nelle sab­bie mobili del Senato”. E conclude con un accorato appello:

Ai sena­tori di que­sta legi­sla­tura il com­pito di dimo­strare al paese intero il loro senso di respon­sa­bi­lità e di lun­gi­mi­ranza, appro­vando in tempi rapidi il Dl già pas­sato alla Camera, con miglio­ra­menti pos­si­bili ma senza stra­vol­gi­menti pre­te­stuosi. Su que­sto siamo a saremo intran­si­genti. Biso­gna dare rispo­ste con­crete a quel paese dimen­ti­cato, che non ha nes­suna inten­zione di abbas­sare la guar­dia e di accet­tare supi­na­mente i dik­tat delle solite lobby. Ognuno fac­cia la sua parte e se ne assuma la respon­sa­bi­lità, noi lo stiamo già facendo per il bene del nostro paese.

Diciamo che mi sono trovato non dico d’accordo, ma almeno non in disaccordo con quanto letto in questo articolo. Certo, la dimensione di chi scrive è, evidentemente, tutta “politicista”: si, ad un certo punto si citano i comitati, ormai nati ovunque (per una bel ragionamento sul ruolo dei comitato nella fase politica odierna suggerisco di leggere questa importante proposta del collettivo di scrittori Wu Ming: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19913) e – addirittura! – i “cittadini”; ma viene fatto solo per far vedere che quel che dice l’articolista è sostenuto “dalla gente”.

Ma chi è che scrive questo articolo e per conto di chi?

Scrive l’articolo il Sig. Vittorio Cogliati Dezza, “presidente di Legambiente”.

Chi, come me, vive in provincia di Grosseto conosce bene Legambiente, per l’ormai famosa “Festambiente” che si tiene tutte le estati a Rispescia; nota, soprattutto, per i concerti delle famose stars che ne caratterizzano le serate.

Ma per chi si occupa di ambiente in maniera indipendente, sa anche che Legambiente ha come partner nientepopodimeno che Sorgenia, che è l’azienda (attraverso la CIR) del Sig. De Benedetti (il famoso “tessera del Pd n. 1”) e che è, soprattutto, l’azienda che possiede il 39% della centrale elettrica a carbone di Vado Ligure, per cui il Gip del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, ha accolto la richiesta di sequestro della Procura ligure perché

l’ordinanza con cui il Gip ha disposto il sequestro parla di nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie. E la prova del disastro ambientale doloso con conseguenza sulla salute dei cittadini starebbe nella rarefazione dei licheni e nell’aumento delle malattie. Secondo la procura di Savona i fumi della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007. Per il procuratore Francantonio Granero l’impianto avrebbe causato anche “tra i 1.700 e i 2.000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012″.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/11/sorgenia-guai-senza-fine-per-de-benedetti-chiesto-il-sequestro-per-la-tirreno-power/909244/

Ma non è tutto:

Sorgenia fa anche parte della “Rete Geotermica”, che sarebbe (cito):

una rete d’imprese […] che oggi riunisce 16 aziende italiane (non c’è Enel Green Power) titolari di know how, permessi di ricerca e capacità tecnologico-produttive in campo geotermico: si va da Sorgenia a Exergy del gruppo Maccaferri, da Turboden fino a ToscoGeo e Magma Energy Italia, controllate con una quota di maggioranza dallo stesso Gori. La rete associa in pratica l’85% delle aziende che detengono permessi di ricerca geotermica in Toscana e il 50% di quelle che hanno permessi in Italia.

E qui si apre un nuovo entusiasmante capitolo:

Sorgenia (partner, come abbiamo visto sopra, di Legambiente) fa parte di questa famigerata “Rete Geotermica” che, come ci dice l’articolo riportato sopra,

La Toscana rilancia la sua lunga tradizione geotermica […] con una sfida innovativa e ambiziosa: creare una filiera interamente made in Italy per la costruzione di impianti geotermici a ciclo combinato chiuso, senza alcuna emissione in atmosfera e dunque a ridotto impatto ambientale.

Peccato che questa splendida “filiera interamente made in Italy” (che dicendolo in inglese, forse, pare una roba figa, chissà…) sia composta da aziende, come Sorgenia (ricordo, partner di Legambiente), che è responsabile (dice una Procura della Repubblica, cosa da dimostrare ovviamente) “di 442 morti tra il 2000 e il 2007 e […] tra i 1.700 e i 2.000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini […] per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012″.

Progetto che (cito sempre dall’articolo del Sole 24 Ore):

una volta che la Rete Geotermica avrà messo a punto l’impianto-pilota e aperto la strada alle nuove tecnologie, la filiera made in Italy potrà svilupparsi in patria e fuori. Il Gruppo Graziella ha già programmato gli investimenti dei prossimi cinque anni: 20-30 centrali geotermiche a ciclo combinato chiuso, di “taglia” vicina a 20 megawatt, in Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna.

Tutto questo è confermato dalla stessa Regione Toscana: nel sito di quest’ultima, infatti, si può trovare una bella cartina delle zone geotermiche regionali con segnati le “concessioni di ricerca”, cioè i permessi di ricerca dati ad aziende che cercano la risorsa geotermica. Eccola:

La mappa delle concessioni di ricerca geotermica in Toscana

Quello che si vede da questa cartina (sul sito della Regione è disponibile una versione cliccabile, con tanto di menù in cui si vede il nome del concessionario ed altre informazioni utili) è che le zone geotermiche toscane (la zona nord, nel pisano e la zona sud, il Monte Amiata) sono state completamente date in concessione, escluse le zone di competenza dell’ENEL (che da decenni fa geotermia sull’Amiata, con grossi problemi per i cittadini, ci dicono gli amici di Sos Geotermia).

Di queste concessioni di ricerca almeno 6 sono di Sorgenia (Legambiente)

Ma di cosa stiamo parlando, quando diciamo “le zone geotermiche toscane”? Stiamo parlando di una zona – quella nord, nel pisano – che ormai da decenni è diventata “monocultura”: lì si fa solo geotermia, si campa (si fa per dire) di quello e altro non si vuole.

Nella zona sud, invece, si parla del Monte Amiata. Il Monte Amiata ha tutta una serie di caratteristiche veramente interessanti, sia dal punto di vista fisico-geologico, che dal punto di vista storico-culturale, che dal punto di vista economico.

L’Amiata è un vulcano spento; è sede dell’ex miniera di mercurio più grande d’Europa; è il bacino idrico più importante del centro Italia (quello del Fiora, che serve 700.000 cittadini, tra le provincie di Grosseto, Siena e Viterbo).

L’Amiata è una montagna, d’inverno si scia; è una zona famosa per le sue acque fin dai tempi degli Etruschi; Etruschi che vi hanno lasciato, con i Romani, reperti archeologici preziosi. È meta turistica amata da molti, perché – oltre ad essere una terra di bellezza straordinaria, anche per il suo carattere un po’ “selvaggio”, a differenza della vicina Siena, tutta curata e laccata che pare la Svizzera (un po’ di sano campanilismo, suvvia!) – è anche vicinissima a località turistiche famose e ricercate in tutto il mondo: la già citata Siena, e l’ancora più vicina Montalcino con la sua Val d’Orcia, che è a meno di un’ora di macchina; Firenze e il Chianti, a meno di due ore di macchina; il lago di Bolsena, nel viterbese; Roma, che è a meno di 3 ore di macchina. In un’ora o poco più si arriva al mare, in zone come Talamone, il Parco dell’Uccellina, Punta Ala, e via discorrendo.

L’Amiata è terra di qualità agroalimentare: l’oliva seggianese e il suo dop; il vino Montecucco e il suo doc; la castagna dell’Amiata e il suo IGP; solo per dirne alcune, ben lontani da qualsiasi completezza. L’Amiata è anche confine diretto con la Val d’Orcia, la terra di Montalcino e del Brunello (c’è bisogno di spiegazioni?).

Bene, proprio qui, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, è stata presentato il primo Progetto di centrale geotermica (il progetto si chiama “Montenero”, dal nome del paese vicino al quale dovrebbe sorgere questa centrale. Il nome completo del paese è, Montenero d’Orcia, tanto per capire di cosa stiamo parlando) di un’azienda facente parte la Rete geotermica (di cui sopra): la Gesto Italia srl (società a socio unico, capitale sociale 10.000€) ha presentato un progetto per la costruzione di una centrale geotermica da 5 MGW (una bellezza alta 11m, larga 84, lunga oltre 110) da farsi tra le olive dop, i vigneti doc e le castagne igp.

La cosa ha scatenato la reazione di tutta le popolazioni locali: cittadini, aziende, associazioni di categoria, intellettuali e – almeno all’apparenza – anche tutte le amministrazioni locali (attenzione: il progetto di cui stiamo parlando, quello generale della Rete geotermica, ha come sponsor principale la Regione Toscana, governata dal Pd; tutte le amministrazioni locali di cui stiamo parlando, dalla Provincia a l’ultimo dei comuni, sono pure loro governate dal Pd. De Benedetti, il Sig. Sorgenia è – come dicevo sopra – il famoso “Sig. tessera del Pd n. 1”; storico Presidente di Legambiente, Ermete Realacci, è Presidente della Commissione ambiente del Parlamente, Pd. Tanto per non fare confusione) hanno urlato NO a questo progetto, e ormai ogni comune ha il suo comitato contro questo mostro che vogliono costruire nel bel mezzo dello splendore descritto sopra. I più attivi, ad ora, sono:

Altri ne stanno nascendo in tutti i paesi della zona.

Quindi, ricapitoliamo:

sul manifesto di oggi il Sig. Cogliati Dezza attacca la sentenza che assolve Montedison dal disastro ambientale di Bussi (Abruzzo). Lo fa dall’alto del suo essere Presidente di Legambiente. Peccato che Legambiente è:

  • parner di Sorgenia;
  • Sorgenia (della CIR di Debenedetti, tessera Pd n. 1) possiede il 39% della centrale elettrica di Vado Ligure, chiusa perché “i fumi della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007”;
  • Sorgenia fa parte della “Rete geotermica” che vuole fare 20 – 30 centrali geotermiche in Toscana, Umbria e altrove (sollevando la rivolta popolare, la prima delle quali
  • la centrale “Montenero”, tra la Val d’Orcia e l’Amiata, in provincia di Grosseto, patria di Legambiente, tanto per “quadrare il cerchio.

A questo punto, come dicono giustamente gli amici di “difensori della Toscana“:

Non aspettiamoci di essere aiutati da Legambiente nella nostra battaglia contro le trivellazioni e gli scempi provocati dalla geotermia, non ci aiuteranno mai.
Informiamoci meglio e impariamo a distinguere chi veramente difende l’ambiente.

Sarebbe bene che anche il manifesto iniziasse a selezionare meglio i propri “amici”, se non vuole continuare a perdere per strada non solo i lettori, ma anche quel po’ di rispetto che gli è rimasto.




Elezioni ad Arcidosso: SEL e la Geotermia

Immagine di Arcidosso
Arcidosso

Si torna a parlare di Monte Amiata – nello specifico di Arcidosso – e di elezioni amministrative. Che MAI come quest’anno sono legate alla questione “Geotermia“, chiaro sintomo che il lavoro fatto dai comitati in questi anni ha avuto un successo direi quasi insperato, per i comitati stessi. Successo che, evidentemente, da parecchia noia agli amici della Geotermia – cioè il Pd – e agli amici degli amici, nello specifico di questo articolo a SEL.

Stamani vado al bar a bermi un caffè e, sfogliando il giornale, cosa non ti leggo nella pagine amiatine del Tirreno?

Arcidosso, rotta la bacheca Sel «Per il patto col Pd»

ARCIDOSSO Atto intimidatorio nei confronti di Sel di Arcidosso, a causa dell’alleanza del partito di Vendola con il centro sinistra? Un atto di violenza legato alla “battaglia geotermica?”. «Un atto che non deve essere tollerato, né sottaciuto, tanto violento quanto vigliacco, tipico di chi vuole intervenire in maniera violenta senza dichiararsi in prima persona», dichiara il coordinatore di zona di Sel Michele Nanni. Durante la notte del Venerdì Santo, infatti, è stata danneggiata la bacheca informativa di Sel, collocata ad Arcidosso all’accesso del parco del Pero. Lo sportello è stato divelto e probabilmente, a giudicare dai segni di effrazione presenti, il “lavoro” è stato fatto con un piede di porco. Lo sportello in ferro e vetro di sicurezza, di un certo peso e ingombro, è stato portato via. E con esso i manifesti informativi. Nanni ha sporto denuncia ai carabinieri di Arcidosso, lo stesso lunedì ed è ancora sbalordito dell’accaduto. «È da più di due anni che la bacheca è presente sul corso – spiega Nanni – e questa è la prima volta che succede una cosa del genere. Il danneggiamento è avvenuto dopo l’affissione dei manifesti della lista civica “Arcidosso comunità viva”, in seguito cioè all’alleanza con il Pd per le amministrative di Arcidosso, per cui potrebbe trattarsi di un atto intimidatorio nei confronti della scelta politica di Sel: ecco perché il gesto preoccupa molto più del fatto in sé», afferma Nanni. Un sospetto che, se confermato, sarebbe gravissimo.

Ora si arriva al climax, in cui l’alleanza Bonelli(autora dell’articolo; la “voce” del Tirreno sul Monte Amiata; cioè la voce del Pd)-Nanni arriva a dare il meglio di se, attenzione:

Ma non è l’unico che Nanni ha circa quest’episodio. «Non c’è dubbio – prosegue il coordinatore di Sel – che lo scontro politico sia arrivato a livelli mai visti SOPRATTUTTO SUL TEMA DELLA GEOTERMIA. Negli ultimi anni si sono viste partecipare alla “lotta contro la geotermia” PERSONE VENUTE DA FUORI, che niente hanno a che fare con la storia pacifica degli abitanti del paese, e che ormai siano stati TRASCINATI VERSO QUESTO APPROCCIO VIOLENTO anche cittadini locali. Mi riferisco al linguaggio adottato, alle insinuazioni e agli attacchi quotidiani presenti sulla rete, ma anche alla STRISCIANTE ATTIVITÀ QUOTIDIANA CHE CONSISTE NEL FOMENTARE GLI ANIMI».

Ora, un lettore di cultura normale, leggendo quanto sopra cosa desume?

Che è stato perpetrato un vile et violento attacco nei confronti di SEL; che questo è accaduto perché loro si sono accordati con il PD; e che – SOPRATTUTTO – cioè è avvenuto perché da qualche tempo dei loschi figuri, che vengono da fuori (extracomunitari? zingari? comunisti? tutt’e’tre?) hanno e stanno fomentando gli animi dei pacifici amiatini (che, come insegna la storia, non hanno MAI avuto atteggiamenti di ribellione verso il potere costituito, MAI!), di nascosto, ovviamente. E che il principale ambito in cui cercare questi sobillatori – capito brigadiere? – è quello della (aperte virgolette) lotta contro la geotermia (chiuse virgolette).

Giusto?

Sia mai! Il Nanni non suggerirebbe MAI queste cose al brigadiere!! Ma scherziamo!!!!!!!

Nanni però ESCLUDE la responsabilità dei comitati antigeotermici: «Ci tengo a precisare – afferma – che non credo ci siano responsabilità da parte dei comitati, né di alcun componente, organizzatore o simpatizzante delle altre liste, ma invito anche loro a monitorare la situazione in modo che non si inasprisca ulteriormente». (f.b.).

Figurati se lui pensa che siano stati i cittadini che si battono contro la geotermia, quella splendida tecnologia che ha portato sull’Amiata ad una mortalità per tumore superiore del 13% rispetto al resto dei comuni NON geotermici e del resto della Toscana. Naaaa, ma scherziamo?!

Ecco, questo articolo, a parer mio, è meglio di tante discussioni e discorsi su cosa sia SEL oggi, non solo sull’Amiata, ma nel paese intero. E il Nanni li rappresenta compiutamente, al meglio.

PS
Quella SEL e quel Nanni, attivissimi nella formidabile Lista Tsipras

(le maiuscole e i grassetti nel testo sono miei. L’articolo originale si può trovare qui