Il Re è nudo, ma guai a dirlo! Enrico Rossi e la geotermia sull’Amiata

L'installazione di Arcidosso
L’installazione di Arcidosso

25 luglio 2016: la Regione Toscana, Enel e i sindaci dei comuni geotermici amiatini inaugurano di nascosto la centrale geotermica “Bagnare 4”.

I comitati riescono a venire a sapere tutto (sull’Amiata non ci nascondete nulla) e organizzano varie forme di protesta: da una parte la manifestazione di Meetup Arcidosso Cinque Stelle a cui ha aderito SOS Geotermia; dall’altra parte i comitati Fumarole, No Geotermia Seggiano, terrAmiata e Agorà CittadinanzAttiva hanno organizzato una manifestazione fatta di striscioni, poesie, cartelli ed altre installazioni artistiche lungo il percorso che va dal bivio di Monticello al bivio dei Capenti, passando per Arcidosso. Tra queste, un’installazione di un artista locale, posizionata in un campo privato di fronte alla centrale di Bagnare 4.

Bene: tutto ciò che avevamo messo da Arcidosso in poi è stato rimosso ed è sparito, compresa l’installazione nel capo privato, configurando così i reati penali di violazione di proprietà e furto.

Alle nostre richieste di spiegazioni le autorità, nella figura del vice questore, ci è stato risposto che era stato dato l’ordine di rimuovere tutti gli striscioni “offensivi”.

Potete vedere le foto e decidere da soli cosa c’era di offensivo in ciò che è stato rimosso.

Evidentemente ormai è considerato offensivo il solo protestare: dire che il Re – e i suoi servi sciocchi – è nudo non si può. E le forze dell’Ordine ubbidiscono all’istante.

Cosa altrettanto grave è che, pur di non far vedere al Re il dissenso, si violini leggi, si compiano furti.

A nostro avviso l’episodio è gravissimo, e non mancheremo di far ricorso alle autorità competenti, ad iniziare dal Tribunale di Grosseto.

Non possiamo che prendere atto di quale sia stata la risposta degli amministratori locali alla nostra richiesta di scegliere quale parte sostenere, se la multinazionale o i cittadini.




Il manifesto, slow food e la geotermia

la chiocciola logo di slow foodLeggo il manifesto, quotidiano comunista, dal 1988.

Oggi la crisi – cioè la mancanza di soldi – mi ha obbligato a ridurre al minino le spese extra, e il manifesto ne ha pagato le conseguenze come tutto il resto; se poi, non meno importante anzi, ci mettiamo che il giornale non ha avuto quella gran capacità di mettersi “al passo coi tempi”, sia per quel che riguarda il rapporto con i lettori/attivisti, sia per quello che riguarda il nuovo mondo della comunicazione (e si che ne avrebbe anche avuto la passibiiltià, ma si è ben guardato di tentarla, quando poteva); tutto ciò mi ha portato a fare de il manifesto il “giornale del sabato”.

È solo di sabato, infatti, che compro il giornale; il sabato perché è il giorno di Alias, l’inserto settimanale de il manifesto dedicato a cinema, musica ed arte in genere. Un inserto che mi piace molto, soprattutto nella sua parte musicale.

Sabato 3 ottobre compro, come tutte le settimane il giornale e mi metto a leggerlo: sfoglio le prime pagine velocemente (non me ne frega un granché di cinema, tanto meno di festival su quello muto. Sono ignorante, lo so…), e mi imbatto nella prima sorpresa:

l’inserto sull’agricoltura altra, bio, antagonista e via movimentando, curato da nientepopodimenoche Slow Food. Si, quella slow food che nel 2013 firma un’intesa con il Co.Svi.G (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, come si può leggere su greenreport.it

un’intesa tra Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Co.Svi.G (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche)

come ci racconta Sos Geotermia quell’anno, tanto da spingersi a scrivere una “Lettera aperta a Carlo Petrini e Slow Food” cui non seguì mai alcuna risposta.

Oggi, 3 ottobre 2015 compro il manifesto, apro Alias, e mi trovo l’inserto curato da Slow Food. Ma le sorprese non sono finite, perché nel bel mezzo dell’inserto curato da Slow Food, cosa non ti vado a trovare, con la potenza che solo le immagini sanno dare?? Che cosa?!? Tel chi:

La pubblicità di ENEL sul manifesto riguardo la geotermia

Giustamente non ci poteva mancare il logo di Expo, che quando le cose si fanno, si fanno per bene o non si fanno per nulla! E che diamine!!

Ora, il primo pensiero – quello del “Franco e il bicchiere mezzo pieno” – è “si vabbè, ma perché mai dovrebbero conoscere la questione della Geotermia sul Monte Amiata?” Forse perché sono giornalisti? Perché scrivono su un quotidiano comunista? Perché sono “il quotidiano dei movimenti”, di quelli che “vogliono cambiare lo stato di cose presenti”?

E già, quelli del il manifesto sono giornalisti di sinistra, impegnati, vicini ai movimenti, molti di loro arrivano dai movimenti: chi dal ’77, chi dalla “pantera”, qualcuno forse addirittura da “Genova 2001”.

Ma della geotermia non sanno un cazzo – gli risponde il “Franco che se ne vadano affanculo –  pensano che sia una cosa bella, sana, un’alternativa rinnovabile e rispettosa dell’ambiente.

Mi piacerebbe portargli qualche parente dei 198 morti in eccesso che ci sono stati in dieci anni nei comuni geotermici del Monte Amiata a farci fare du’ chiacchiere, così da informarsi, ai signori giornalisti comunisti di sinistra de il manifesto. Magari poi, invece di farsi fare le pubblicità dai complici di quel che accade sull’Amiata, come ci racconta l’ARS Toscana, già nel 2011: http://sosgeotermia.noblogs.org/2015/06/03/medicina-democratica-analizza-lo-studio-epidemiologico-dellars-piu-ospedalizzazioni-e-198-morti-in-piu-in-10-anni/, ci pensano due volte.

Ecco, a voi un sabato pomeriggio a rosicare, schifato dalla tanta leggerezza e pochezza di cui, oggi – e ormai da tanto, troppo tempo – quella che dovrebbe essere la “sinistra radicale” di/mostra.




Elezioni ad Arcidosso: SEL e la Geotermia

Immagine di Arcidosso
Arcidosso

Si torna a parlare di Monte Amiata – nello specifico di Arcidosso – e di elezioni amministrative. Che MAI come quest’anno sono legate alla questione “Geotermia“, chiaro sintomo che il lavoro fatto dai comitati in questi anni ha avuto un successo direi quasi insperato, per i comitati stessi. Successo che, evidentemente, da parecchia noia agli amici della Geotermia – cioè il Pd – e agli amici degli amici, nello specifico di questo articolo a SEL.

Stamani vado al bar a bermi un caffè e, sfogliando il giornale, cosa non ti leggo nella pagine amiatine del Tirreno?

Arcidosso, rotta la bacheca Sel «Per il patto col Pd»

ARCIDOSSO Atto intimidatorio nei confronti di Sel di Arcidosso, a causa dell’alleanza del partito di Vendola con il centro sinistra? Un atto di violenza legato alla “battaglia geotermica?”. «Un atto che non deve essere tollerato, né sottaciuto, tanto violento quanto vigliacco, tipico di chi vuole intervenire in maniera violenta senza dichiararsi in prima persona», dichiara il coordinatore di zona di Sel Michele Nanni. Durante la notte del Venerdì Santo, infatti, è stata danneggiata la bacheca informativa di Sel, collocata ad Arcidosso all’accesso del parco del Pero. Lo sportello è stato divelto e probabilmente, a giudicare dai segni di effrazione presenti, il “lavoro” è stato fatto con un piede di porco. Lo sportello in ferro e vetro di sicurezza, di un certo peso e ingombro, è stato portato via. E con esso i manifesti informativi. Nanni ha sporto denuncia ai carabinieri di Arcidosso, lo stesso lunedì ed è ancora sbalordito dell’accaduto. «È da più di due anni che la bacheca è presente sul corso – spiega Nanni – e questa è la prima volta che succede una cosa del genere. Il danneggiamento è avvenuto dopo l’affissione dei manifesti della lista civica “Arcidosso comunità viva”, in seguito cioè all’alleanza con il Pd per le amministrative di Arcidosso, per cui potrebbe trattarsi di un atto intimidatorio nei confronti della scelta politica di Sel: ecco perché il gesto preoccupa molto più del fatto in sé», afferma Nanni. Un sospetto che, se confermato, sarebbe gravissimo.

Ora si arriva al climax, in cui l’alleanza Bonelli(autora dell’articolo; la “voce” del Tirreno sul Monte Amiata; cioè la voce del Pd)-Nanni arriva a dare il meglio di se, attenzione:

Ma non è l’unico che Nanni ha circa quest’episodio. «Non c’è dubbio – prosegue il coordinatore di Sel – che lo scontro politico sia arrivato a livelli mai visti SOPRATTUTTO SUL TEMA DELLA GEOTERMIA. Negli ultimi anni si sono viste partecipare alla “lotta contro la geotermia” PERSONE VENUTE DA FUORI, che niente hanno a che fare con la storia pacifica degli abitanti del paese, e che ormai siano stati TRASCINATI VERSO QUESTO APPROCCIO VIOLENTO anche cittadini locali. Mi riferisco al linguaggio adottato, alle insinuazioni e agli attacchi quotidiani presenti sulla rete, ma anche alla STRISCIANTE ATTIVITÀ QUOTIDIANA CHE CONSISTE NEL FOMENTARE GLI ANIMI».

Ora, un lettore di cultura normale, leggendo quanto sopra cosa desume?

Che è stato perpetrato un vile et violento attacco nei confronti di SEL; che questo è accaduto perché loro si sono accordati con il PD; e che – SOPRATTUTTO – cioè è avvenuto perché da qualche tempo dei loschi figuri, che vengono da fuori (extracomunitari? zingari? comunisti? tutt’e’tre?) hanno e stanno fomentando gli animi dei pacifici amiatini (che, come insegna la storia, non hanno MAI avuto atteggiamenti di ribellione verso il potere costituito, MAI!), di nascosto, ovviamente. E che il principale ambito in cui cercare questi sobillatori – capito brigadiere? – è quello della (aperte virgolette) lotta contro la geotermia (chiuse virgolette).

Giusto?

Sia mai! Il Nanni non suggerirebbe MAI queste cose al brigadiere!! Ma scherziamo!!!!!!!

Nanni però ESCLUDE la responsabilità dei comitati antigeotermici: «Ci tengo a precisare – afferma – che non credo ci siano responsabilità da parte dei comitati, né di alcun componente, organizzatore o simpatizzante delle altre liste, ma invito anche loro a monitorare la situazione in modo che non si inasprisca ulteriormente». (f.b.).

Figurati se lui pensa che siano stati i cittadini che si battono contro la geotermia, quella splendida tecnologia che ha portato sull’Amiata ad una mortalità per tumore superiore del 13% rispetto al resto dei comuni NON geotermici e del resto della Toscana. Naaaa, ma scherziamo?!

Ecco, questo articolo, a parer mio, è meglio di tante discussioni e discorsi su cosa sia SEL oggi, non solo sull’Amiata, ma nel paese intero. E il Nanni li rappresenta compiutamente, al meglio.

PS
Quella SEL e quel Nanni, attivissimi nella formidabile Lista Tsipras

(le maiuscole e i grassetti nel testo sono miei. L’articolo originale si può trovare qui




Elezioni e voltafaccia: il caso di Cinigiano (Gr)

Immagine di una splendida vista del Monte Amiata
Una splendida vista del Monte Amiata

Le Elezioni amministrative sono alle porte. La campagna elettorale è partita ormai da un po’, e ci troviamo – come sempre – alle prese con i nostri amministratori locali che dopo 5 anni di assenza totale, ora tornano alla carica promettendo sulla Geotermia tutto e il contrario di tutto.

Come in molti altri posti, anche nel ridente comune di Cinigiano – bellissima località a cavallo tra la Maremma grossetana e il Monte Amiata – il 25 maggio si terranno le elezioni amministrative. E come in molti altri posti, anche a Cinigiano la campagna elettorale è da tutti improntata sulla “necessità della partecipazione della gente” (dicono di no, ma Grillo fa MOLTA paura) e, dalle nostre parti, sulla necessità di valorizzare le innegabili ricchezze locali, fatte di prodotti tipici , di storia, di cultura e di un paesaggio che ci invidia tutto il mondo.

Il territorio del Monte Amiata, però, è tragicamente invaso – ormai da molti, troppi anni – dal flagello della Geotermia (per tutte le indicazioni vi rimando a Sos Geotermia, coordinamento dei comitati amiatini che si battono contro questa finta energia rinnovabile e verde; che non è nessuna delle due cose, anzi), e proprio in questo 2014 è scoppiata la bomba locale del progetto di costruzione di una nuova centrale geotermica tra i comuni di Montalcino (il Brunello!!!) – in provincia di Siena – Castel del Piano e, appunto, Cinigiano. È nato un comitato, sono state fatte riunioni, e TUTTI gli amministratori locali e tutte le aziende locali, ad iniziare proprio dal Consorzio del Brunello, si sono detti contrari a questa centrale, che andrebbe ad invadere la Val d’Orcia e le sue bellezze. Evviva.

Ora, al di là del fattuccolo che molti di questi amministratori – nel silenzio assordante degli stessi imprenditori – non solo non si sono opposti, ma hanno dato parere favorevole al raddoppio delle esistenti centrali geotermiche già presenti sul territorio. Per capirsi: la centrale che vorrebbe costruita nel comune di Cinigiano sarebbe di 5 megawatt, e tutti – imprenditori e politici – sono contrari; il raddoppio di Bagnore3 porterà da 20 a 40 megawatt, e tutti gli amministratori locali sono favorevoli e gli imprenditori muti.

Ma a parte queste inezie, quel che sta succedendo a Cinigiano è assolutamente emblematico del nulla che offre il panorama politico istituzionale italiota oggi giorno. Veniamo alla cronaca:

in data 5 marzo Romina Sani, candidata a Sindaco per il Pd e soci annuncia sui giornali:

«No alla geotermia sì all’agricoltura»

CINIGIANO. No alla geotermia, sì all’agricoltura e ad attingere fondi dal Piano di sviluppo rurale. Romina Sani (foto) candidata per il Pd con la lista #FuturoCinigiano. alle amministrative di Cinigiano, si esprime nel suo primo intervento pubblico dopo la candidatura alla carica di sindaco. «Il mio progetto – spiega Sani – ha dei punti fermi». Il primo è «la bellezza del territorio» che lei considera «la risorsa fondamentale che abbiamo e vogliamo tutelare. Nei nostri programmi partiamo da lì e lì torniamo. Questo significa un netto no a qualsiasi insediamento per lo sfruttamento industriale della geotermia. Non ci sono indecisioni o fraintendimenti».

Questa uscita – a parte l’ilarità in noi che ci battiamo contro la Geotermia da anni, e che abbiamo avuto, ed ancora abbiamo, nel Pd il più strenuo sostenitore di quella porcheria – questa uscita non può che provocare l’ira funesta della lista concorrente, guidata da Giovanni Barbagli. Che infatti, di lì a poco:

Barbagli scende in campo come “A/gente comune”

CINIGIANO. Il quadro preelettorale di Cinigiano si completa con l’ingresso nella scena di una nuova lista, A/gente comune guidata da Giovanni Barbagli. Che scende in campo con un argomento caldissimo tra le mani, la geotermia, e un’accusa agli avversari politici: aver operato un «vero voltafaccia».

L’affondo è diretto alla compagine #FuturoCinigiano guidata da Romina Sani (Pd) «le cui dichiarazioni – commenta Barbagli – sorprendono e sconcertano per la facilità che hanno certe persone di cambiare idea a seconda del momento, in tempi non sospetti (quelli in veste di assessore) e in tempi sospetti (in campagna elettorale). Pur nel rispetto delle idee e delle opinioni degli avversari, non possiamo non cogliere le contraddizioni e i voltafaccia con cui si presentano, mettendosi addosso la veste ambientalista».

Barbagli si riferisce alle dichiarazioni della Sani, che alla vigilia elettorale si è detta contraria alla geotermia, mentre il governo cinigianese aveva detto sì in tempi recenti. «La memoria evidentemente fa difetto a questa candidata – incalza Barbagli – che, come assessore per cinque anni nella giunta attuale, dovrebbe ricordarsi delle posizioni espresse in materia di geotermia».

Barbagli cita la risoluzione approvata dalla Regione relativa al procedimento di Valutazione di impatto ambientale, tra i pareri acquisiti per l’avvio del procedimento solo quello del comune di Cinigiano risultò positivo, contrariamente ai pareri dei comuni di Montalcino, Castel del Piano e Arcidosso che si espressero in modo negativo».

E su fecebook mettono il documento originale che certifica quanto detto, questo:

Immagine col Permesso di ricerca geotermico del Comune di Cinigiano
Permesso di ricerca geotermico del Comune di Cinigiano

Taac, stoccata fatale per la passata amministrazione e, soprattutto, per il Pd e per la sua candidata, che è stata assessora di quella amministrazione.

La polemica continua, gli attacchi si infittiscono, partecipano più o meno tutti dimostrando, a mio avviso, che quando fai una campagna elettorale all’insegna dell’attacco all’avversario, significa che tu stesso hai ben poco da dire di significativo. Ma tant’è.

La cosa che, però, mi è sempre suonata stonata è la figura di Giovanni Barbagli, detto “Giovannino”. Perché costui non è un signore della zona che s’è deciso di mettere a disposizione il suo tempo per il bene della comunità, o almeno non solo. È uno smaliziato politico, che nella sua carriera è stato:

  • sindacalista, responsabile regionale dell’RDB;
  • segretario del circolo PRC dell’Antella. Eletto nel 1999 consigliere al Comune di Bagno a Ripoli ed ivi vice presidente del Consiglio Comunale;
  • consigliere regionale nel 2000, dove diventa: membro della Quarta Commissione – Sanità, della Commissione speciale Lavoro, vicepresidente della Commissione speciale Statuto, membro della Commissione speciale nomine, vicepresidente della Commissione speciale per il regolamento e segretario della Commissione d’inchiesta sui parchi.
  • Poi nel 2005 molla Rifondazione Comunista  per passare col Partito dei Comunisti Italiani.

Nonché, scopro proprio stamani, Presidente dell’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) della Toscana, proprio quell’agenzia regionale che nel 2010 redige un Rapporto Epidemiologico da cui si evince, senza tema di smentite, che nel periodo 2000-2006, c’è un aumento statisticamente significativo di mortalità, nei maschi in Amiata, del 13%, con punte in quattro comuni del 30% per tutti i tipi di tumori.

Lo ripeto che così è più chiaro: si sta parlando di MORTALITÀ, cioè di gente che muore. Un aumento di mortalità tra il 13 e il 30% in più rispetto ai comuni NON geotermici.

Bene, il Presidente dell’Ars quando viene redatto questo documento è proprio il nostro Giovanni Barbagli, fiero oppositore della Geotermia sull’Amiata, ed in particolare di quella a Cinigiano. Nonché fustigatore delle menzogne altrui, nello specifico quelle della candidata Pd Romina Sani, che si dice oppositrice della Geotermia, quando invece, è stata assessora in un’amministrazione che ha dato il suo assenso alla costruzione di una centrale proprio nel comune.

Quindi, tutto ringalluzzito da queste scoperte mi metto alla ricerca di cosa diceva il Nostro Candidato (ora merita Tutte le Maiuscole del Caso) quando era Presidente dell’Ars. E lo trovo…

15/04/2011: Regione Toscana. Progetto geotermia: lo studio presentato in Consiglio regionale.

Sui risultati della ricerca epidemiologica sulle popolazioni residenti, audizione oggi pomeriggio del presidente dell’Agenzia regionale di Sanità, Giovanni Barbagli, nelle commissioni III, IV e VI riunite in seduta congiunta.

Non è colpa della geotermia”. Questo il dato principe che scaturisce dal progetto di ricerca epidemiologica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano, presentato oggi dal presidente dell’agenzia regionale di Sanità (Ars), Giovanni Barbagli, nelle commissioni Attività produttive, Sanità e Territorio ed ambiente, riunite in seduta congiunta.

Quindi quello stesso Giovanni Barbagli – candidato a sindaco per il Comune di Cinigiano – che tanto attacca la sua concorrente Romina Sani del Pd, per il suo passato di amministratora in una giunta che poco o nulla fece per bloccare l’arrivo della geotermia nel comune; quello stesso Barbagli, nello stesso 2011, era PRESIDENTE dell’ARS Toscana quando questa organizzazione ha pubblicato un documento da cui si evince in maniera insindacabile che la geotermia del Monte Amiata contribuisce all’incremento di mortalità per tumore in quella zona; e LUI quel documento è andato a presentarlo al Consiglio regionale toscano dicendo “NON È COLPA DELLA GEOTERMIA“.

Di fronte a quanto sopra non mi può che venire in mente una prima pagina dell’ormai mitico settimanale “Cuore”, questa

Immagine della copertina del settimanale "Cuore" col titolo "Hanno la faccia come il culo"
Ma proprio ce l’hanno…




Nasce Sos Geotermia, Coordinamento dei Movimento per l’Amiata

Il Logo SOS GeotermiaNasce sul Monte Amiata il Coordinamento dei Movimento per l’Amiata Sos Geotermia, che riunisce Comitati, collettivi, gruppi e singoli che si battono contro lo sfruttamento geotermico dell’Enel sul Monte Amiata e che tanti danni ha fatto, negli ultimi decenni, tanti ne sta facendo ora e tantissimi rischia di farne in futuro.

Di seguito il Manifesto di Sos Geotermia, che si può anche scaricare qui:

Manifesto del coordinamento dei Movimenti per l’Amiata

SOS GEOTERMIA

 

Sul monte Amiata nel nome della speculazione e del profitto si sta procedendo, ad opera dell’Enel, e con la complicità della Regione Toscana, ad uno scempio ambientale gravissimo. Tale scempio viene perpetrato nascondendosi dietro alla falsa convinzione che la geotermia sia una fonte energetica rinnovabile e pulita. Nel caso delle centrali amiatine è esattamente il contrario.

Ciascuna centrale geotermica emette nell’atmosfera, oltre a vapore di acqua e anidride carbonica, vapori di Mercurio, Arsenico, Acido solfidrico, Ammoniaca ed altri inquinanti provocando gravi danni all’ambiente e alla salute degli abitanti.

Nello studio epidemiologico della Fondazione Monasterio di Pisa (ottobre 2010), dal titolo “Progetto Geotermia”, nell’allegato 6 (“Correlazione Ambiente e Salute: dati significativi”), nella parte relativa ai “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari”, si riconoscono patologie e mortalità in alcune zone delle aree geotermiche in relazione alle concentrazioni crescenti degli inquinanti emessi anche dalle centrali ENEL.

Oltre all’inquinamento dell’ atmosfera e del suolo, esiste il problema del depauperamento e dell’inquinamento della falda acquifera della nostra montagna, una delle più ricche d’Italia, che fornisce acqua potabile alle province di Grosseto, Siena e Viterbo. Il fenomeno è dovuto alla correlazione tra falda idropotabile superficiale e campo geotermico, per cui tutte le volte che la portata di vapore aumenta, la portata delle sorgenti diminuisce e viceversa (Edra, 2006). Ma non solo. Le condizioni di depauperamento dell’acquifero amiatino sono così gravi che a fronte di una riduzione di portata anche modesta si ha una risalita dei fluidi geotermici, che vanno a contaminare la falda, aumentando la concentrazione di inquinanti come arsenico e boro e compromettendo la salubrità dell’acqua che, dall’Amiata, soddisfa la esigenze di circa 700.000 utenti delle provincie di Grosseto, Viterbo, Siena.

Il livello della falda acquifera è molto al di sotto del livello atteso. Il piezometro installato dalla Regione Toscana in località Poggio Trauzzolo (Santa Fiora, Grosseto) ha direttamente mostrato come il livello della falda (maggio 2010) si sia abbassato di 205 metri rispetto a quanto indicato dallo Studio Calamai nel 1970 e da quanto sostenuto da Enel.

La riduzione della falda acquifera è stimata pari a qualche centinaia di miliardi di litri, corrispondente al consumo di acqua da bere di tutta la popolazione mondiale (6 miliardi di persone) per più di un mese!

Altre gravi criticità riguardano la non sicurezza, generando, la geotermia, fenomeni di sismicità (e micro sismicità) e subsidenza.

Oggi è in programma un ulteriore ampliamento del numero delle centrali e della loro potenza che significherebbe un vero disastro ecologico e democratico.

La regione Toscana, infatti, appoggia il progetto di Enel che attraverso l’enorme guadagno ricevuto dal meccanismo dei certificati verdi, dei sussidi e dei finanziamenti pubblici, distribuisce alla stessa Regione ed ai comuni una pioggia di denaro a titolo di compensazione ambientale e con un costo in bolletta per la collettività mediamente del 30% in più rispetto ad altri paesi europei. Enel guadagna inoltre la possibilità di produrre in altri luoghi energia con combustibili fossili.

I comitati del territorio, riuniti in assemblea il 24 Marzo 2012 hanno dato vita al Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata SOS Geotermia, che riunisce chi si oppone alla distruzione di uno dei lembi di territorio, nonostante gli attacchi, ancora incontaminati.

Pertanto diciamo

  • No a nuove centrali e moratoria di quelle esistenti in base al principio di precauzione. Abbiamo sperimentato che le politiche delle deroghe, dei filtri, degli abbattitori di inquinanti non tutelano l’ambiente né la salute dei cittadini

  • No al depauperamento della falda acquifera ed al suo degrado qualitativo

  • No all’inquinamento dell’aria e del suolo con conseguenti gravi rischi per la salute dei cittadini e la sopravvivenza della flora e della fauna locale.

  • No al degrado e alla svalutazione del territorio

  • No alla distruzione delle attività economiche esistenti

  • No alla speculazione e al profitto sulla pelle delle popolazioni e del territorio

Vogliamo

  • Tutela e ripristino delle sorgenti amiatine, nella loro quantità e qualità e salvaguardia dell’intero bacino di ricarica della falda acquifera

  • Un modello di futuro per il territorio che valorizzi le risorse ambientali culturali e sociali. Crediamo fermamente in un turismo che rispetti il territorio, fatto di borghi e di storia, di siti termali, di bellezze paesaggistiche e naturali, di prodotti enogastronomici unici e di attività agrituristiche in continuo sviluppo

  • Tutela dei numerosi prodotti tipici locali, minacciati nella loro qualità dalla presenza degli inquinanti

  • Garantire a tutti un lavoro utile e dignitoso, sostenibile, che non crei danno alla salute e all’ambiente

  • Ammettiamo un uso delle tecnologie a bassa entalpia (che non inquinano e non distruggono la falde acquifere) per il consumo locale fuori da ogni logica speculativa, consociativa e affaristica

La nostra è una battaglia per l’ambiente, ma anche per la democrazia, perché i cittadini devono poter decidere del proprio futuro, dello sviluppo del proprio territorio della propria salute e di quella dei propri figli.

Rivogliamo tutto ciò che ci è stato tolto. Vogliamo cambiare questo stato di cose: i pochi, in alto, non possono decidere per i molti in basso.

Chiediamo pertanto a chi condivide le nostre ragioni di sottoscrivere il nostro manifesto e di sostenere la nostra lotta

sos-geotermia@bruttocarattere.org

http://sosgeotermia.noblogs.org

https://www.facebook.com/sos.geotermia

Aderiscono (in ordine alfabetico):

Associazione Albegna Viva

Associazione Yaku, Roma

Carc, Abbadia San Salvatore (Si)

Casolenostra (Si)

Comitato Ambiente Amiata (Si)

Comitato Beni Comuni di Manciano (Gr)

Comitato Beni Comuni Val di Cecina (Li/Pi)

Forum Ambientalista di Grosseto

Italia Nostra Siena

Laboratorio Amiata (Gr)

Lista civica “Per Abbadia” (Si)

Medicina Democratica Toscana

Radicondoli Municipio Nuovo (Si)




Un saluto a Leoncarlo Settimelli

 

Immagine di Leoncarlo Settimelli
Leoncarlo Settimelli

C’era il Nuovo Canzoniere Italiano e c’era il Canzoniere Internazionale e c’eravamo noi, ragazzi, su e giù per la Toscana e l’Italia a rincorrerli per i concerti, a cercare i dischi nelle librerie delle Feste dell’Unità o direttamente sotto i palchi.

C’era la sinistra e raccontava l’Altra Italia, quella del coraggio e della lotta per il riscatto.

Ma questi sono ricordi e considerazioni personali.

Il 26 aprile è morto a Roma Leoncarlo Settimelli.

Era nato a Lastra a Signa nel 1937.

Nei primi anni 60 fondò a Roma il circolo L’Armadio insieme, tra gli altri, a Laura Falavolti, Marco Ligini ed Elena Morandi.

Sono il nucleo fondativo del Canzoniere Internazionale che pubblicherà, tra gli altri, Canta Cuba Libre; Il bastone e la carota; Questa grande umanità ha detto basta; Vita, profezia e morte di Davide Lazzaretti.

E’ stato un protagonista della canzone sociale e di protesta.

Ma Leoncarlo non era solo un grande interprete.

Era una personalità poliedrica: musicologo e ricercatore, importante documentarista per la RAI, scrittore, giornalista per «l’Unità».

Il suo archivio sonoro è depositato presso l’Istituto della Memoria in Scena di Scandicci ed è in fase di ordinamento e catalogazione.

Salutiamo un compagno.

Stefano Arrighetti,

presidente dell’Istituto Ernesto de Martino




“Mafalda” se n’è andata…

Copertina del libro "Mafalda e la siepe di ginestre. Racconto partigiano"
Mafalda e la siepe di ginestre. Racconto partigiano

Ci ha lasciati nel giorno del suo novantesimo compleanno la staffetta partigiana “Mafalda” Elena Antonelli.

Era nata il 15 febbraio del 1921; il babbo Cesare, antifascista originario del Mugello e tagliaboschi di mestiere, l’aveva chiamata Lenina, nome che nel 1929 per decisione del Tribunale speciale le fu cambiato d’ufficio in Mafalda.

All’indomani dell’8 settembre 1943, la ragazza, con il nome di copertura di “Elena” fu protagonista attiva nell’organizzazione a Montecucco, nel comune di Cinigiano (Gr) di una delle prime bande partigiane della Maremma, insieme alla sorella Leonida allora sedicenne e allo zio Guglielmo. “Elena” tenne i collegamenti con i partigiani della Brigata “Lavagnini” dell’Amiata e con il comando di Siena del “Raggruppamento Amiata”. Mafalda, però, fu costretta a cambiare zona per sfuggire alla caccia dei repubblichini e, spostatasi nel mancianese, si unì al VII Raggruppamento bande, comandato dal Tenente Luigi Canzanelli; con il “tenente Gino” continuò la sua preziosa attività distaffetta partigiana e di infermiera. Stimata dai partigiani e dalle famiglie contadine della zona, superò ben due rastrellamenti, anche quello che vide cadere il Tenente Luigi Canzanelli. Smarritasi di notte nel fitto della boscaglia”Elena” subì un trauma che l’avrebbe condizionata per oltre vent’anni.

Alla Liberazione, in riconoscimento del suo impegno di patriota, a Mafalda Antonelli fu consegnato il diploma firmato dal Maresciallo H. G. Alexander, Comandante supremo delle truppe alleate nel Mediterraneo. Delusa dalle aspettative che il dopoguerra non seppe mantenere, Mafalda emigrò in Svizzera con la famiglia, dove conobbe e sposò un emigrato spagnolo con il quale condivise la gioia di una figlia.

Dobbiamo ringraziare il Professor Nedo Bianchi, che con il suo impegno e la sua passione, ha avviato una ricerca storica sulla Resistenza in Maremma. Nel suo racconto partigiano “Mafalda e la siepe di ginestre” ci restituisce la figura di questa giovane donna che altrimenti, come tanti personaggi e fatti della Resistenza, sarebbe stata condannata all’oblio. Nel ricordarla con immutato affetto la nostra associazione rinnova le espressioni del più profondo cordoglio a Garcia Ramon e alla figlia Uliana .

Fonte: Anpi – Comitato provinciale di Grosseto