Habemus Android: una recensione dell’HTC Tattoo

 

HTC Tattoo
HTC Tattoo

Ebbene si, dopo alcune disavventure con il mio primo smartphone – un Nokia 5230 – grazie ad un mio caro amico sono entrato in possesso di un Android. Nello specifico l’oggetto è un HTC Tattoo, quindi un Android 1.6, versione parecchio vecchiotta, ma tant’è …

Al di là della questione basilare, cioè il fatto che uno smartphone deve essere un cellulare, e il Tattoo fa degnamente il suo lavoro, il motivo per cui una persona spende dei soldi – mica pochi – per un oggetto del genere è quello di essere il più possibile connessi alla rete e di potervi usufruire il più possibile agevolmente i servizi.

Nel mio caso i servizi che uso con maggior frequenza sono:

  • e-mail;
  • i feed rss;
  • la navigazione del web;
  • la scrittura di note e documenti in ambito condiviso, quindi accessibile con qualsiasi device da qualsiasi posizione;
  • i feed rss;
  • twitter e i principali social network in generale;
  • ma chiacchiera con GNU/Linux?
  • varie ed eventuali, che la fame vien mangiando

Un’altra condizione fondamentale, nel mio caso, sarebbe quella di usare il più possibile software libero, e in questo caso, nonostante Android sia, alla fine, una distribuzione GNU/Linux, attorno a questo sistema operativo non c’è ancora un grosso movimento di rilascio di software, appunto, libero (sono pronto a correggere questo punto con vivo entusiasmo, ovviamente!). Quello che ho trovato fin’ora è il bel repository Cute Android, che comunque contiene già un monte di roba. Purtroppo non sono ancora riuscito ad avere tutto quello che voglio come software libero; ma penso sia un traguardo raggiungibile…

Comunque andiamo a vedere cosa ho trovato, partendo dalle situazioni più semplici.

E-mail

Il client e-mail del tattoo è un ottimo prodotto: supporta tutti i principali protocolli – pop, imap ed exchange – e, soprattutto, supporta la crittazione della comunicazione attraverso il protocollo di rete SSL/TLS. Volendo con questo strumento si può accedere a tutti i propri indirizzi, anche gmail, attivando i protocolli pop o imap nella webmail di Google; ma, come tutti sanno, Android è un prodotto di Google, quindi contiene al suo interno (quasi) tutti i client per accedere a (quasi) tutti i servizi del gigante di Mountain View, ad iniziare dal client mail.

La navigazione del web

Anche in questo caso, appena si accende il dispositivo, ci si trova a poter immediatamente navigare il web con un buono strumento. Anche in questo caso c’è il pieno supporto al protocollo SSL/TLS, quindi la possibilità di navigare in maniera sicura. Ovvio che stiamo parlando di un oggetto che ha un monitor piccolissimo, appena 2.8 pollici, quindi navigare siti che non gestiscono una doppia grafica, normale e mobile, significa soffrire.

La scrittura di note e documenti in ambito condiviso, quindi accessibile con qualsiasi device da qualsiasi posizione

In questo caso si entra in un primo momento di sofferenza, se si considera la cosa con l’obbiettivo di usare esclusivamente software libero. Per quel che riguarda la creazione di note, c’è solo l’imbarazzo della scelta, i prodotti sono tanti e tanti sono liberi. Già più complessa la situazione per quel che riguarda lo sharing, cioè la possibilità di condividere le proprie note con altri, o comunque di metterle online da qualche parte, così da potervi accedere anche da altri dispositivi, come pc o portatili o altri smartphone.

Sono assolutamente presenti client di notissimi servizi di storage online, come Evernote e Dropbox, che però, purtroppo, non sono liberi (cioè, per evernote un client libero c’è, ma per GNU/Linux e non per Android; anche se la speranza è sempre l’ultima a morire…). Alla fine ho accettato di usare quest’ultima soluzione, in attesa di sviluppi positivi.

I feed rss

Nella mia esperienza di navigazione del web – e parliamo di quasi tre lustri, mica paglia – il vero punto di svolta fu la scoperta dei feed rss: la possibilità di poter seguire decine, centinaia di siti con pochi clic. Dici poco! Se poi i siti sono fatti bene, in poco tempo puoi leggere gli articoli per intero o quasi, vedere foto e pure video.

Oggi un buon client di feed rss deve anche permettere, in maniera semplice, di condividere il link di un feed, quindi di una notizia, sui principali social network, oltre che via mail o di salvare il riferimento all’articolo in una nota.

Infine, ma non meno importante, chi usa tanto un client desktop di feed rss, dopo poco si ritrova con un ricco corredo di file opml, cioè un file xml con l’elenco di tutti i feed.

Ecco, un buon client di feed per il mio androido doveva fare tutto quanto sopra, ed in particolare l’importazione del file opml, che aspettava solo di essere trionfalmente accolto. Più facile a dirsi che a farsi, purtroppo.

Di libero ho trovato un programma, nel repository di cui sopra, Sparserss, che ufficialmente faceva tutto quello che volevo. Peccato che non sia mai partito…

Per il resto ho trovato una quantità di programmi che mi facevano accedere, in maniera più o meno originale, all’account di Google Reader, il servizio online di Google per leggere i feed; interessante, ma non esattamente quello che cercavo. Fino a che non sono incappato al programma gratuito (ma proprietario)  RssDemon, che fa egregiamente quello che cercavo.

Twitter e i principali social network in generale

Anche in questo caso la scelta non manca, se uno non si fa il problema del software libero. Purtroppo anche in questo caso ci sono svariate soluzioni – io alla fine, per comodità e facilità d’uso e ampiezza di soluzioni – ho scelto Tweetdeck, che è tutt’altro che libero, ma almeno è gratuito e fa bene il suo porco lavoro: unire nello stesso software più Social Network. Che è quello che cercavo: poter avere nella stessa interfaccia più cosi sociali, così da poter mandare con un… colpo di dito lo stesso messaggio a tutt@ 🙂

Dopo di ché, il buon androido offre mille soluzioni super articolate: dalla singola applicazione, magari quella ufficiale, a soluzioni miste a chissà che altro. Io, pigramente, non avendo trovato nulla di libero, dopo breve ricerca mi sono fermato a quel che meglio mi pareva e non sono andato oltre. Non ne avevo voglia. Se qualcuno ha da suggerirmi qualcosa, magari di libero, sono pronto a sperimentare! 🙂

Ma chiacchiera con GNU/Linux?

Ovviamene si, visto che stiamo parlando di GNU/Linux da entrambe le parti. Quello che ho trovato io è un semplice ed efficacissimo software, Remote Notifier, software libero ospitato da Google Code, col quale è possibile ricevere le notifiche dello smartphone direttamente nella system tray del pc, sia esso GNU/Linux, Mac o Windows.

Varie ed eventuali, che la fame vien mangiando

Poi ci tornerò meglio, ma uno dei difetti del coso androido – ma mi hanno detto anche della maggior parte degli altri così smartphone – è la batteria: che appena ci fai qualcosa si prosciuga in un lampo. E quindi:

  • disabilita l’aggiornamento automatico dei programmi;
  • disabilita l’esecuzione in background dell’aggiornamento dei dati;
  • disabilita (ed usa il meno possibile) GPS e wi-fi;
  • quando non ti serve disabilità la connessione ad internet;
  • installa un file manager e controlla ciclicamente che non sia partito qualche maledetto programmino a tua insaputa (cosa che accade, oh se accade!);

E già! Quando hai a disposizione migliaia di applicazioni a gratis e centinaia libere, che fai, non le provi?! E che l’hai preso a fare sto coso se non ci giochi un po’!?

E così mi sono installato l’orario dei treni, il file manager di cui sopra, il lettore di ebook (libero!) quello della Amazon per i mobi (il formato proprietario degli ebook di Amazon), il visualizzatore di pdf (libero!) e quello dei file di Libre/Open Office (libero!) e altre cianfrusaglie inessenziali ma divertenti, che ora non ricordo (il coso androido in questo momento è, ovviamente, in carica …).

Di tutti quelli sopra, i due software che voglio qui segnalare, da bravo malato di libri quale mi diletto di definirmi, sono due software che permettono di accedere ai due principali social network dedicati alla lettura: aNobii e Goodreads.

Il primo è Anobii Android App, che purtroppo non ho mai potuto provare, visto che gira su versioni androide dalla 2.1 in poi, mortacci loro; il secondo è MyBookDroid, che invece gira dalla 1.6 in poi, e che oltre a permettere la catalogazione della proprio libreria, permette anche di sincronizzarsi con il proprio account si Goodread.com, il social network alternativo ad aNobii. Una bella cosa 🙂

Di tutto un po’, perché alla fine, come dicevo sopra, quando decidi di prenderti un oggetto del genere – cosa assolutamente inessenziale – allora lo usi. Con intelligenza, senza sventrarti il portafogli (almeno io, che tengo famiglia e il portafogli è pieno di foglio, ma poco di soldi), senza finire nel tunnel della dipendenza, ma lo usi.

Difetti

A voglia se ci sono!

  • Beh, sicuramente quel che dicevo prima, e che ora ripeto: ‘sti cosi hanno la batteria fatta di vetro. Usare con delicatezza!
  • Controllare bene in rete la funzione base, quella telefonica, che spesso capita che ‘sti cosi siano eccezionali mini-computer, ma telefoni ridicoli. E non va bene…
  • L’ho già detto della batteria…?
  • La privacy. Facciamo attenzione, con questi oggetti, qui il discorso si fa serio. Quando l’ho acceso la prima volta, il simpatico sistema operativo ha iniziato a chiedermi se volevo aggiungere i miei account dei social network, se volevo configurare la mia posta elettronica, etc etc. Tutto bello, tutto figo. MA, attenzione: il sistema operativo è libero, ma l’interfaccia che c’ha messo sopra HTC? E quante di quelle funzioni di cui parlo sopra sono libere o proprietarie? Chi lo sa dove finiscono i dati che noi tanto tranquillamente infiliamo qui dentro, e che il simpatico sistema mischia e ci offre in una sola, comodissima, interfaccia? Quando si usano questi piccoli computer – sono piccoli, appunto, e sembrano tanto dei banali cellulare, poco più di giocattoli, ma di fatto sono niente di più e niente di meno che computerloro si connettono alla rete e mandano in giro pacchetti di dati con dentro… cosa?
  • I soldi. E’ facile non fare attenzione, quando si compra uno di questi simpatici cosini, tanto maneggevoli e cool. Se non si ha il profilo tariffario giusto, ci vuole un secondo a prosciugarsi la ricarica. Occhio!

Insomma: questi piccoli, simpatici e costosissimi oggetti, che ormai rappresentano una fetta in continua crescita della navigazione del web, che sempre più facilmente entrano nelle nostre tasche (per farvi uscire il danaro…), sono oggetti da usare con attivando due caratteristiche fondamentali, e tragicamente fuori monda oggigiorno, di cui dovrebbe essere dotata qualsiasi persona: buon senso e consapevolezza.