Siria: le verità del governo francese e dei “paesi democratici”

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Immagine della Nave di Greenpace Rainbow Warrior affondata dai servizi segreti francesi nel 1985
La nave di Greenpeace “Rainbow Warrior” affondata dai servizi segreti francesi in Nuova Zelanda nel 1985

Dopo due di anni di guerra civile – sostenuta e finanziata dai paesi occidentali e dai loro alleati, Stati Uniti in testa – e dopo decine di migliaia di morti, in gran parte civili – come in tutte le guerre, i “paesi democratici” hanno deciso di dire basta, è stata superato la “linea rossa”: il governo dittatoriale di Assad ha usato le armi chimiche (domanda: facciamo finta che sia vero. Chi gliele ha vendute? L’Italia è il primo paese europeo per vendita di armi alla Siria: http://daily.wired.it/news/politica/2013/09/04/armi-italiane-vendita-siria-assad-564627.html), va fermato!

Chi ci dice che sia vero? Ma i governanti dei “paesi democratici, che diamine!

Alessandro Marescotti, tarantino di Peacelink di racconta un’altra verità…

Non vi è “alcun dubbio” che il gas sarin sia stato utilizzato in Siria “dal regime e dai suoi complici” in almeno uno dei due casi che il governo francese ritiene accertati: lo ha affermato il ministro degli Esteri di Parigi, Laurent Fabius, intervistato dall’emittente televisiva France 2.

Ma siamo sicuri che Fabius dica la verità e sia abituato a dirla?

Non tutti sanno infatti chi è il socialista Laurent Fabius.


Fabius fu costretto infatti a dimettersi per lo scandalo della bomba piazzata dai servizi segreti francesi sulla nave di Greenpeace Rainbow Warrior. Fabius allora era capo del governo francese. Un governo “di sinistra” che si è reso responsabile dell’affondamento di una nave di pacifisti che lottavano contro il nucleare.

La storia è in breve questa.

Era la notte del 10 luglio 1985 e la Rainbow Warrior si trovava nelle acque della Nuova Zelanda, diretta verso l’ atollo di Mururoa, il centro di sperimentazione nucleare francese nell’arcipelago polinesiano.

Obiettivo di “Greenpeace” era quello di attirare l’attenzione mondiale sulla sperimentazione della bomba a neutroni.

Durante la sua missione pacifica, la nave di Greenpeace è colpita da esplosioni di dinamite e un fotografo muore. Si chiamava Fernando Pereira, era a bordo della Rainbow Warrior. Fernando perde conoscenza dopo la seconda esplosione e annega.

Fernando Pereira è ricordato qui http://www.greenpeace.it/rainbow/fernando-pereira.html

L’inchiesta mostra la responsabilità dei servizi segreti francesi, costringendo il ministro della Difesa Charles Hernu a dimettersi il 20 settembre. Due giorni dopo Laurent Fabius -primo ministro del governo di allora – ammette pubblicamente la responsabilità dei servizi segreti nell’attentato.

Gli agenti del servizio segreto francese DGSE nel 1985 avevano ricevuto da Parigi l’ordine di neutralizzare la Rainbow Warrior per evitare che Greenpeace fosse in grado di organizzare altre azioni di protesta a Moruroa e interferire, di conseguenza, con il programma francese di test nucleari.

I due agenti dei servizi segreti responsabili dell’omicidio avrebbero dovuto scontare una pena carceraria di 10 anni in Nuova Zelanda, ma restarono nell’isola per soli 3 anni e quando tornarono in Francia furono accolti come degli eroi, ricevendo persino delle medaglie.

Non credo che occorra commentare.

Mi chiedo solo perché ci fidiamo di personaggi come Fabius che – senza che esse siano state mostrate ai giornalisti – dice di avere le prove delle responsabilità del regime di Damasco nell’attacco chimico.

Non è secondario segnalare che l’ex Procuratore del Tribunale penale internazionale Carla Del Ponte (fa oggi parte della commissione indipendente d’inchiesta sulla Siria del Consiglio ONU sui diritti umani, costituita ad agosto del 2011) nel mese di maggio aveva esternato i suoi sospetti sull’utilizzo di armi chimiche da parte degli insorti (http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=28108).

La Del Ponte ha dichiarato che “i nostri ispettori sono stati nei Paesi vicini a intervistare vittime, medici e negli ospedali da campo”, aggiungendo però che ad “oltrepassare la linea rossa” indicata dal presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, “sono stati i ribelli, l’opposizione, non le autorità del governo siriano”.

Alessandro Marescotti (www.peacelink.it)

Per saperne di più su Fabius e il suo passato

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/25/greenpeace-sgretola-eliseo.html

http://archiviostorico.corriere.it/2006/ottobre/02/fratello_Segolene_007_contro_ Greenpeace_co_9_061002117.shtml

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/08/09/la-nave-di-greenpeace-affondata-dai-servizi.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/11/03/processo-in-nuova-zelanda-per-gli-007.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/28/emerge-dal-polverone-di-greenpeace-una-francia.html

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