Guerre umanitarie e no: dipende da chi le fa

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Gennaio 2009: fosforo bianco su Gaza
Gennaio 2009: fosforo bianco su Gaza

Finalmente sta iniziando una nuova e bella Guerra Umanitaria – adoro gli ossimori! – così i paesi occidentali potranno provare a tirare fuori la testa da questa tremenda crisi economica che ci attanaglia.

Per entrare nel modo giusto in questo felice momento mi sono riletto un po’ di pagine di un Uomo Umanitario, uno per davvero, scritte nel gennaio del 2009 durante un altro intervento Umanitario in Medio Oriente:

Davanti all’ospedale di Al Awda siamo stati testimoni (ed abbiamo filmato) dell’utilizzo delle bombe al fosforo bianco, cadute a circa cinquecento metri da dove ci troviamo, troppo lontane per essere certi che sotto gli Apache israeliani ci fossero civili, ma tremendamente troppo vicino a noi. Il Trattato di Ginevra del 1980 prevede che il fosforo bianco non debba essere usato direttamente come arma di guerra nelle aree civili, ma solo come fumogeno o per l’illuminazione. Non c’è dubbio che utilizzare quest’arma sopra Gaza, una striscia di terra dove si concentra la più alta densità abitativa del mondo, è già un crimine a priori.

Sempre lui, il nostro Umanitario per davvero, racconta un’altra bella storia, quelle con cui addormentare i bimbi la sera, per fargli fare sonni sereni:

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere appoggia per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato”. Fisso attonito gli scatoloni, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animalista…”; il medico continua il suo racconto ed io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati”.

A quel punto il dottore si china verso la scatola e me la scoperchia davanti. Dentro ci sono gli arti mutilati, braccia e gambe dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta fin’ora le vittime.

Ecco, questo è uno solo dei tanti possibili esempi di cosa ha fatto l’Occidente, direttamente – gli USA in Iraq e in Afghanistan in questo primo decennio del nuovo et fiammante millenio – o indirettamente – producendo la maggior parte delle armi usate nella maggior parte delle guerre del mondo, ad iniziare dal fosforo bianco e dalle bombe all’uranio impoverito.

MA finché lo facciamo noi va bene, perché – ovvio – le nostre sono Guerre Umanitarie. Guai che lo facciano altri: vanno punti subito! Evviva!

PS:

i passi di cui sopra sono tratti da Vittorio Arrigoni, Gaza. Restiamo umani, Roma, Manifesto libri, 2009. A pagina 52 la prima, a pagina 51 la seconda.

Restiamo umani.

Immagine della copertina del libro Vittorio Arrigoni, "Restiamo Umani", 2009
Vittorio Arrigoni, “Restiamo Umani”, 2009
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