Ma cosa abbiamo ascoltato negli ultimi 30 anni?

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Immagine dei Led Zeppelin nella formazione storica
I Led Zeppelin nella formazione storica

Qualche giorno fa vedo, per caso, una pubblicità in tv in cui si annuncia una prossima messa in onda del film del concerto celebrativo della mitica formazione rock dei Led Zeppelin, tenuto nel 2007 a Londra.

Sempre per caso, o quasi, qualche giorno dopo ad ora tarda – le 23.45 per noi anziani sono “ora tarda” – riesco a piazzarmi davanti alla tv, inforcate le cuffie alle orecchie per non dare noia alla famiglia dormiente, per gustarmi il concerto di questa mitica band.

Ammetto la mia poca convinzione, rispetto a questo concerto: le “reunion” di mitici gruppi rock di 30 se non 40 anni fa, mi lasciano parecchio perplesso. Ricordo ancora la profonda delusione del concertone dei Pink Floyd a Monza un paio di decenni fa, quando mi sciroppai – io e altre decine di migliaia di persone – la penosa esibizione di una banda di cinquantenni bisognosi di denaro ma senza una briciola di stimoli da dare al pubblico.

Invece sono stato assolutamente smentito: è stato assolutamente straniante vedere il quasi 50enne Robert Plant; il 53enne Jimmy Page e il 51enne John Paul Jones (il figliolo del defunto Bonham non fa testo) suonare la loro magica musica, il loro meraviglioso blues-rock, con una carica, una bravura e, soprattutto, un divertimento, che non sono rari di questi tempi: sono proprio scomparsi. Ma non tra i loro coetanei dei “magnifici anni ’60” (si, sono invidioso: nei “magnifici anni ’60 non ero neanche un aspirante spermatozoo, e la cosa mi rode assai), tra le giovani rock band di oggi!

Ogni pezzo un’emozione: sono cresciuto ascoltando i Led Zeppelin, tra gli altri – la fortuna di aver avuto dei fratelli più grandi con buoni gusti musicali – e sentire “Black Dog”, “No Quarter”, “The Song Remains the Same”, “Stairway to Heaven” è stato quasi commovente (gli anziani si commuovono facilmente. E’ nostalgia, rincoglionimento). Quando però è partito il basso di “Dazed and Confused” ho rischiato di svegliare tutta la famiglia…

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Ero lì che ascoltavo questi terribili vecchietti rapito ed ho sentito salirmi, piano piano, la solita fottuta bile: ma in questi ultimi 30 anni che cosa abbiamo ascoltato?! Cosa c’è di equivalente a “Led Zeppelin”, il primo album dell’omonimo gruppo in cui è contenuta “Dazed and Confused”, pubblicato nel 1969, negli ultimi anni?

Oppure, facciamo un altro tipo di discorso: cosa uscì in quel 1969, così a caso, vediamo un po’ a caso, senza alcuna presunzione di completezza (http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Album_del_1969):

Oltre al già citato “Led Zeppelin”. Così, robina. In un anno solo, ed ho lasciato fuori un monte di roba, che altrimenti non finivo più. Sono questi una manciata di capolavori, che uno sogna di poter pescare non dico tutti in un anno, e neanche uno all’anno. No, mi accontenterei di trovarne uno al decennio!

Qualcuno mi trova qualcosa di equivalente – nel rock e nel jazz – dei dischi sopra citati? Non tanto e non solo per “bellezza” – che è cosa soggettiva – ma per innovazione, tecnica, energia, rivoluzionarietà.

Poi uno ragiona su cosa era il 1969, cosa erano quei “magnifici anni ’69”, non solo a livello culturale, ma anche e soprattutto a livello sociale e politico, e capisce, facendo il confronto con gli ultimi 20 anni, come mai oggi, ma anche ieri e ieri l’altro, non sia stato più possibile vivere una stagione analoga.

Fatela anche voi la prova, andate a vedere i dischi che sono usciti ogni anno tra la metà degli anni ’60 e la metà degli anni ’70; i libri, i film, le arti figurative, e chidetevi da dove nasceva quel vulcano in continua eruzione di capolavori.

Andate a vedere cosa succedeva nelle società occidentali, in quegli anni, non solo tra i giovani (in Italia il ’69 è l’anno degli operai. E di Piazza Fontana, non a caso…), e avrete iniziato a darvi una risposta.

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