Ebooks e Software Libero (e Open Source) – Prima parte

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Un'immagine dell'ebook reader Leggo IBS
l'Ebook Reader Leggo IBS

Alla fine – meglio tardi che mai – il fenomeno ebook è esploso anche nel nostro paese. Ormai tutti i principali negozi online offrono anche ebook, e sono nati piccoli ed agguerriti store specializzati in editoria elettronica, che stanno facendo veramente un buon lavoro, per offrire tutti i servizi necessari a che l’utenza possa destreggiarsi in un mondo ancora nuovo.

Il fenomeno ebook sta cambiando radicalmente le carte nella tavola dell’editoria, nel mondo e quindi anche da noi, ma la reazione della maggior parte degli editori tradizionali è stata quanto meno conservatrice: tra chi si è  buttato sono ben pochi quelli che l’hanno fatto con un reale slancio innovativo. Tutti gli altri l’hanno fatto perché, in qualche modo, trascinati dal boom (quindi per i capelli), e la loro principale preoccupazione è stata (ed è) quella di fare il minimo sforzo per ottenere il maggior risultato. Quindi prezzi assurdamente alti (ci sono parecchi casi di libri cartacei che costano meno dell’equivalente elettronico; un bel testo su questa scabrosa faccenda è quello di Antonio Tombolini nel numero 8 del suo Ebook Trend Weekly), nessuna pressione sulle istituzioni perché venga parificata l’aliquota iva tra cartaceo (4%) e l’elettronico (20%), uso sconsiderato dei DRM proprietari dell’Adobe, dimostrando una folle paura del p2p, cioè del fatto che i libri elettronici – che alla fine non sono altro che banalissimi file – siano scambiati sulle reti “pirata” del Peer to (2) Peer. Come se fosse un problema togliere ad un file il DRM dell’Adobe: la rete è piena di guide, anche nella nostra lingua, per portare a termine l’operazione in maniera tutto sommato semplice.

Questo fenomeno dimostra, a mio modesto avviso, che le grandi case editrici, al pari delle etichette discografiche all’apparire degli mp3, non hanno capito nulla di quel che sta succedendo, non hanno saputo cogliere l’occasione e si troveranno ben presto tagliate fuori da un nuovo e diverso modo di fare e di fruire dei “libri”.

Quel che c’è da capire di fondamentale, a mio avviso, del fenomeno ebook, è che allo stato attuale chiunque può diventare facilmente editore di se stesso. Sempre che abbia qualcosa di valido (o anche solo di sensato) di proporre agli altri. Essendo un file, oltretutto mediamente leggero (anche meno di un singolo pezzo in mp3, spesso), la sua diffusione in rete è la cosa più semplice che si possa fare. Già oggi i principali negozi online specializzati in editoria elettronica offrono spazio, anche gratuito, all’autopubblicazione (una volta, neanche tanto tempo fa, si sarebbe chiamata autoproduzione…). Dopo di che c’è da promuoverlo, da farlo conoscere, da riuscire a rompere il muro dei media mainstream, che alla fine è diventato il lavoro principale, se non esclusivo, degli editori tradizionali al giorno d’oggi.

Quindi, tolte le capacità artistiche – nel caso della prosa o della poesia – o quelle intellettuali e di scrittura – nel caso della saggistica, quello che l’autore e l’autrice oggi deve imparare a fare è ne più ne meno che un buon prodotto digitale, cioè un ebook. Un file.

Per far ciò già ora sono sul mercato diversi prodotti proprietari e a pagamento (che non è necessariamente la stessa cosa), alcuni molto accessibili e anche ben fatti, altri cari e molto difficili da usare. Noi non ci occuperemo di questi, ma della considerevole quantità di prodotti liberi e pure gratuiti (che non è necessariamente la stessa cosa), coi quali è possibile produrre oggi un buon ebook.

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