Mela marcia, Apple e Wikileaks

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Ho pubblicato su Mela marcia questo post. Voglio riproporlo qui, perché mi pare cosa interessante, oltre che assai grave.

Foto dello spot "1984" della Apple
1984

Sono mesi che ne parliamo, sono settimane che, nei nostri incontri – presentazione facciamo il collegamento, ora Mamma Apple c’è venuta incontro (purtroppo):

la Apps Wikileaks è stata rimossa dallo Store. Perché?

“Abbiamo rimosso l’applicazione WikiLeaks perché violava le linee guida degli sviluppatori. Un’applicazione deve rispettare tutte le leggi locali. Non può mettere un individuo o un gruppo di persone a rischio.”

Ebbene si, a questo punto il passaggio da Think Different alla Realpolitik si è compiuto definitivamente. Il Padrone del vapore non si discute, Ordine e Disciplina sono priorità in primis per il business.

Apple non ha detto quali individui o quali gruppi sarebbero messi “a rischio” dall’applicazione. La dichiarazione probabilmente si riferisce alla credenza, diffusa negli ambienti politici statunitensi, che i documenti pubblicati da Wikileaks mettano gli americani ed il governo statunitense a rischio. […] Ancora una volta il problema della censura politica si ripresenta in App Store.

Ad usare queste parole non siamo noi pericolosi comunisti, ma il principale sito di appassionati della mela in Italia, Melablog.it. Dopo Amazon, dopo l’ICANN, dopo PayPal, dopo Visa e Mastercard, anche Apple si mette dalla parte della censura politica, dalla parte di chi non vuole che i cittadini possano sapere cosa fanno e perché i loro governanti.

Il discorso, a questo punto, è sempre lo stesso:

non ci stupiscono Amazon, PayPal, Visa o Mastercard (ICANN si, parecchio, è anche di questo sarebbe il caso di parlarne, e diffusamente). Sono aziende, bisnes is bisnes, e che il mondo sprofondi nel fascismo. Ma Apple no, accidenti!

E già, 1984, quanto siamo ci stiamo avvicinando?

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