La cinica barbarie dei nostri media

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Televideo di stamani ci offre un esempio a mio avviso lampante della bassezza a cui riescono ad arrivare i nostri media in questi tempi cupi. Di seguito una breve notizia:

INAIL, IN CALO MORTI SUL LAVORO NEL 2008

Sono stati 1120 gli incidenti mortali nel 2008, il 7,2% in meno rispetto all’ anno precedente. Si tratta del minimo storico dal 1951.

Il maggior pericolo per i lavoratori risulta la strada, dove si verifica circa la metà degli infortuni mortali.

Complessivamente, gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail sono stati 874.940 (-4,1% rispetto al 2007). Il calo non riguarda però gli immigrati tra i quali c’è stato un aumento del 2%

Accidenti, verrebbe da dire, una buona notizia! Peccato che basterebbe incrociare questa notizia con i recenti dati sulla disoccupazione, con una banalissima ricerca su un motore di ricerca (quello che ho fatto io in questi ultimi 5 minuti) per scoprire che:

Occupazione in calo dopo 14 anni

I dati Istat: nel primo trimestre del 2009 persi 204 mila posti di lavoro

ROMA

La crisi economica scarica i propri effetti sul mercato del lavoro. Per la prima volta dopo 14 anni, nel primo trimestre del 2009, calano gli occupati in Italia. Lo certifica l’Istat secondo cui tra gennaio e marzo sono stati persi 204.000 posti di lavoro, pari allo 0,9% su base annua.

Il calo sintetizza la discesa di 426.000 unità della componente italiana e la crescita di 222.000 unità di quella straniera, per un totale di 22 milioni 966 mila occupati. Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quinto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.982.000 unità (+221.000 unità, pari al +12,5% rispetto al primo trimestre 2008), mentre il tasso di disoccupazione passa dal 7,1% del primo trimestre 2008 all’attuale 7,9%. Attenzione, ma nessun allarme da parte del governo. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, «il dato indica quello che sappiamo: una contrazione del lavoro ma in misura minore di quanto potevamo temere».

«Il 7,9% dell’Italia – ha aggiunto Sacconi – ci deve preoccupare ma va anche paragonato ad una crisi globale che vede negli altri Paesi cifre più alte. Solo pochi anni fa la disoccupazione da noi era al 12,5%. Ovviamente questo costituisce un motivo di preoccupazione, per questo siamo impegnati a rafforzare la ’cassetta degli attrezzì per affrontare questa situazione». La strada da percorrere, ha aggiunto, «è valorizzare i contratti di apprendistato da parte delle Regioni e le imprese devono utilizzarle. Per questo il Governo quanto prima rafforzerà la propria ’cassetta degli attrezzì a ridare ad un “patto Stato-Regioni” sulla formazione». Sacconi ha aggiunto che «bisogna incentivare a rimanere nell’ambiente lavorativo, per questo stiamo pensando ad un premio di occupabilità».

Di tutt’altro avviso l’opposizione: «Un nuovo allarme viene dall’Istat: per la prima volta, dopo 14 anni, l’occupazione è in calo in Italia – ha evidenziato il responsabile lavoro del Pd, Cesare Damiano -. Tutte le associazioni del lavoro e dell’impresa, oltre che gli osservatori più attendibili, sono concordi nel ritenere che l’autunno ci riserverà purtroppo brutte sorprese. Il tempo per agire prima dell’estate è breve e il governo continua a barcamenarsi tra false illusioni e silenzi imbarazzanti». Sul fronte sindacale c’è preoccupazione ma non allarmismo. Per la leader dell’Ugl, Renata Polverini, è necessario un confronto con il Governo per fermare questa emorragia, mentre per Giorgio Santini della Cisl, non c’è il temuto crollo anche se preoccupa il dato sui giovani.

La sottolineatura è mia, e incrociando il quest’ultimo dato  (“Il calo sintetizza la discesa di 426.000 unità della componente italiana e la crescita di 222.000 unità di quella straniera) con quello di prima (“Sono stati 1120 gli incidenti mortali nel 2008, il 7,2% in meno rispetto all’ anno precedente. Si tratta del minimo storico dal 1951. […] Il calo non riguarda però gli immigrati tra i quali c’è stato un aumento del 2%“), diventa abbastanza semplice trovare una tragica equazione:

chi perde il lavoro, gli italiani, ha salva la vita;

chi non lo perde, i migranti, la perde.

Qualcuno ha visto un TG o letto un giornale dove questa comparazione sia stata fatta? A me non risulta.

Allora, o io sono incredibilmente intelligente, modestia a parte, o i media italiani sono molto ma molto bravi a non guardare, e a non riferire, quello che da noia ai timonieri e ai loro tristi accoliti. Alla faccia della “democrazia”…

In questo senso diventa veramente… boh, allucinante, la trovata – geniale – del ministro Sacconi dopo l’uscita dei dati sulla disoccupazione:

Sacconi ai giovani: “Accettate i lavori degli immigrati”

“Il dato di disoccupazione al 9% segnalato dall’Istat è un dato inferiore rispetto a quel che potevamo temere”, lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi commentando i dati diffusi oggi. Sacconi si è soffermato in particolare sull’aumento dell’occupazione immigrata che indica “una propensione degli italiani a rifiutare i ‘cattivi lavori’ e questo riguarda in particolare i giovani”. Per il ministro “questo non può più essere fatto dai giovani” che piuttosto dovrebbero accettare “anche lavori distanti dal loro corso di studi”.

Verrebbe da chiedersi, istigazione al suicidio?

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